Un braccio di spirale nella parte esterna della Galassia

Una rappresentazione della nostra Galassia secondo le ultime osservazioni, composta da due bracci di spirale principale. I blu le parti che sono state effettivamente osservate, in grigio quelle ipotizzate, un’estrapolazione dei bracci con le parti osservate in precedenza. In giallo la posizione del nostro Sole.

E’ stato identificato un braccio di spirale nella nostra Galassia che si trova oltre quello più esterno a circa 15 Kpc (1kpc=1000 pc) dal centro galattico.

Sebbene siano stati proposti numerosi modelli della struttura a spirale della nostra Galassia negli ultimi cinquant’anni, una prova inequivocabile dell’esistenza di una barra nella parte centrale è sempre rimasta elusiva. Tale prova richiede il tracciato dei bracci di spirale sul lato più lontano della nostra Galassia.

La scoperta è stata fatta da T. M. Dame e P. Thaddeus dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e pubblicata su arXiv:
http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/1105/1105.2523v1.pdf e in fase di pubblicazione su ApJ Letters.

Da anni si ipotizza che la forma elementare della nostra Galassia sia di tipo barrato, composta da due bracci di spirale principali che si originano da entrambi i poli della barra centrale. Ma, dal nostro punto di vista, è possibile osservare solo porzioni di questi bracci. Dato che un’enorme quantità di polvere blocca letteralmente la luce e dunque le nostre osservazioni, non possiamo essere sicuri della forma della nostra Galassia come lo possiamo essere, invece, con quelle esterne che possiamo studiare come un sistema nella sua globalità.

Tuttavia, e questo risultato lo conferma, esiste la possibilità di conoscere in maggior dettaglio la struttura della galassia che ci ospita.

Utilizzando il piccolo radio telescopio CfA di 1.2 metri nel loro centro di ricerca a Cambridge, Dame e Thaddeus hanno utilizzato le emissioni di monossido di carbonio CO per confermare la presenza di una nuova struttura a spirale che si trova nelle parti più lontane della Via Lattea, in particolare nella parte più esterna del braccio Scutum-Centaurus (Sct-Cen), che è simmetrico al secondo braccio principale, quello del Perseo, che passa a pochi Kpc dal Sole.

Fonte: http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/1105/1105.2523v1.pdf


Our Milky Way Galaxy’s elemental form is hypothesized to be a barred structure – made up of two major spiral arms originating at both poles of the central bar. But from our vantage point, we can only see portions of those arms. Because of huge amounts of dust literally blocking our view, we can’t be as confident of our structure as other galaxies we can study as a whole. However, by “sniffing our galaxy’s tailpipe”, we’re able to judge our structure just a little bit better.

Using a small 1.2-meter radio telescope on the roof of their science building in Cambridge, CfA astronomers Tom Dame and Pat Thaddeus used carbon monoxide emissions to ferret out proof there is more spiral structure located in the most distant parts of our galactic home. What they uncovered was a previously reported new spiral arm at the far end of the Scutum-Centaurus Arm – but how they did it was by verifying vast, dense concentrations of this molecular gas.

Sabrina

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Informazioni su Sabrina Masiero

Direttore Responsabile della Didattica e Divulgazione presso la Fondazione GAL Hassin-Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche, Isnello, (Palermo) e associata INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo. Ho lavorato presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e la Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie nell'ambito dei pianeti extrasolari.

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