Quando il sole sorge e tramonta due volte

Credit NASA / JPL-Caltech / R. Hurt.

La Missione Kepler della NASA ha scoperto un nuovo pianeta dove non uno, ma ben due soli, si possono osservare splendere nel cielo.

Questo pianeta, denominato Kepler-16b, che qui vediamo in una rappresentazione artistica con le sue due stelle, si trova nella nostra Galassia nella Costellazione del Cigno a circa 220 anni luce di distanza ed è simile a Tatooine, pianeta natale di Luke Skywalker, uno dei protagonisti del film di fantascienza “Guerre Stellari”. In questo caso Kepler 16-b, a differenza di Tatooine, non sembra abitabile dato che transita al di fuori della zona di abitabilità della nostra Galassia. E’ un mondo freddo, con un nucleo centrale roccioso e una superficie gassosa, ma che ha la curiosa proprietà di essere unico fra i pianeti finora scoperti di orbitare attorno a due stelle. La più grande delle due, una nana di tipo K, è pari a circa il 69% della massa del nostro Sole, mentre la più piccola, una nana rossa, è circa il 20% della massa del Sole.

La maggior parte di ciò che sappiamo delle dimensioni delle stelle deriva dallo studio delle stelle doppie, chiamate binarie ad eclisse, che hanno la caratteristica di eclissarsi a vicenda quando una passa di fronte all’altra, oppure quando una si nasconde dietro alla sua compagna, comportando delle variazioni di luce, che è quella che poi noi osserviamo. Inoltre, tutto quello che sappiamo circa le dimensioni dei pianeti attorno ad altre stelle proviene dai loro transiti davanti alla loro stella. Il sistema Kepler-16b mette insieme entrambi questi aspetti: si può osservare il transito planetario in un sistema binario ad eclisse. Questo rende Kepler-2b uno dei pianeti più studiati e misurati fuori del nostro sistema solare.

Kepler-16b orbita con una rotazione lenta attorno alla nana K, che è molto attiva e con numerose macchie solari mentre la nana rossa forma un sistema binario con la nana di tipo K. Il piano orbitale del pianeta è praticamente allineato col piano orbitale del sistema binario.

Tutte queste caratteristiche combinate assieme rendono Kepler-16b di grande interesse nello studio della formazione dei pianeti ma anche nell’ambito astrofisico.

Anche in questa immagine artistica si osserva Kepler-16b, in primo piano scoperto dalla misione Kepler della NASA. Credit: NASA/JPL-Caltech/T. Pyle.

Due meravigliose simulazioni le potete trovare su YouTube:

Com’è possibile trovare dei sistemi planetari di questo tipo?

Sabrina

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Informazioni su Sabrina Masiero

Direttore Responsabile della Didattica e Divulgazione presso la Fondazione GAL Hassin-Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche, Isnello, (Palermo) e associata INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo. Ho lavorato presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e la Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie nell'ambito dei pianeti extrasolari.

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