Le stelle della morte

di Antonio Pilello

In Guerre stellari, la famosa saga cinematografica creata da George Lucas negli anni Settanta, la Death star era una gigantesca stazione spaziale realizzata dall’Impero Galattico per rafforzare il proprio dominio sulla galassia. La Morte Nera, questo il suo nome nella fuorviante traduzione italiana, disponeva di un’arma potentissima in grado di distruggere qualsiasi pianeta in pochi secondi.

Il recente articolo di S. Rappaport (Massachusetts Institute of Technology), pubblicato su ArXiv.org, ci mostra uno scenario molto simile. Un mondo roccioso, con una massa pari a due volte quella di Mercurio, sta letteralmente evaporando, trasformandosi in una nube di gas e polveri. I dati delle occultazioni stellari forniti dal satellite Kepler mostrano, infatti, che la distanza media tra il pianeta e la stella KIC-12557548 è pari a 1/100 di quella tra il Sole e la Terra, ovvero circa 1,5 milioni di km. La temperatura è quindi molto elevata, essendo quella superficiale dell’astro pari a oltre 4000 °C.

L’idea che un pianeta possa sublimare non è nuova, ma questa è la prima volta in cui un corpo di tipo terrestre viene distrutto in questo modo. Enormi quantità di roccia vaporizzate dal calore elevato stanno formando una densa nube, la cui densità dovrebbe variare nel corso del tempo. Questo spiega, tra l’altro, la variazione osservata nella quantità di luce proveniente da KIC-12557548.

Il lavoro presentato pochi giorni fa su ArXiv.org da A. Lecavelier des Etangs (Institut d’Astrophysique de Paris) presenta un quadro esauriente delle osservazioni e dei modelli teorici riguardanti l’evaporazione dei pianeti extrasolari. Si pensi, ad esempio, al caso di GJ876d e Corot-7b, che dovrebbero essere costituiti dai resti non vaporizzati di alcuni pianeti giganti troppo vicini alle loro “stelle della morte”.

Fonti:
Rappaport et al. (2012), “Possible Disintegrating Short-Period Super-Mercury Orbiting KIC 12557548” : http://arxiv.org/abs/1201.2662v1

Lecavelier des Etangs (2012), “Evaporation of extrasolar planets”: http://arxiv.org/abs/1201.4637

Pubblicato originariamente su: AntonioPilello.wordpress.com: http://antoniopilello.wordpress.com/2012/02/10/le-stelle-della-morte/

Antonio

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

2 risposte a Le stelle della morte

  1. Ottimo articolo:
    In guerre stellari si trattava di un potentissimo raggio focalizzato ad azione immediata, l'evento in oggetto invece descrive un'azione lenta costante di una potente energia distribuita!

    Grazie per il link contribuisco anch'io:

    Download: http://arxiv.org/pdf/1201.4637v1

    On-Line View: http://docs.google.com/viewer?url=arxiv.org/pdf/1

    Ciao,
    Vincenzo