Il gigantesco flare del 6 marzo 2012

Se si vuole dare un’occhiata più da vicino al gigantesco flare del 6 marzo 2012 avvenuto sulla fotosfera solare, osservate questo video realizzato dal Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA.

Il flare di categoria X5,4 è stato ripreso alle lunghezze d’onda 171 e 131 Angstrom. Una delle caratteristiche più drammatiche è il modo in cui l’intera superficie del Sole sembra ondeggiare, quasi venisse stravolta dalla potenza dell’eruzione.

Il movimento deriva dalle onde EIT, onde che furono scoperte per la prima volta con l’Extreme Ultraviolet Imaging Telescope (EIT) a bordo del Solar Heliospheric Observatory della NASA. Da quando SDO ha catturato le immagini ogni 12 secondi, si è potuto mappare l’evoluzione completa di queste onde e confermare che esse possono viaggiare da un capo all’altro del Sole.

Le onde si muovono a una velocità superiore al milione e mezzo di chilometri all’ora, spostandosi da un lato del Sole all’altro in circa un’ora.

Il filmato mostra due onde distinte. La prima sembra diffondersi in tutte le direzioni mentre la seconda è più stretta e si sposta verso sud-est. Tali onde sono associate, e forse vengono incrementate, da emissioni di massa coronale (CME) molto veloci per cui è probabile che ciascuna sia collegata ad una dei due CME che sono avvenuti sul Sole il 6 marzo scorso.

Crediti: NASA/SDO.

Sabrina

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Informazioni su Sabrina Masiero

Direttore Responsabile della Didattica e Divulgazione presso la Fondazione GAL Hassin-Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche, Isnello, (Palermo) e associata INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo. Ho lavorato presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e la Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie nell'ambito dei pianeti extrasolari.

Una risposta a Il gigantesco flare del 6 marzo 2012

  1. Grande Sabrina–un articolo che spiega le cose in un modo affascinante.