Un’aurora boreale notturna

Aurora di notte

Crediti: NASA/Suomi NPP

Durante la notte tra il 4 e il 5 ottobre 2012 una massa di particelle energetiche dall’atmosfera del nostro Sole è stata scagliata nello spazio, fenomeno noto come esplusione di massa coronale (Coronal Mass Ejection, CME). Tre giorni più tardi, la tempesta solare ha raggiunto la Terra e ha interagito con il campo magnetico terrestre producendo meravigliose aurore boreali.

I satelliti della NASA monitorano le tempeste dalla loro origine, all’attraversamento dello spazio interplanetario, fino al loro arrivo in atmosfera terrestre. Utilizzando la “banda giorno e notte” (day-night band, DNB) del Visible Infrared Imaging Radiometer Suite (VIRTIS), il satellite Suomi National Polar-orbiting Partnership (Suomi NPP) ha acquisito questa spettacolare visione di un’aurora boreale ripresa nelle prime ore della mattina dell’8 ottobre 2012 e che ha attraversato le province del Canada, Quebec e Ontario.

Le aurore tipicamente si verificano quando i flare solari e le inieizioni di massa coronale -o anche un vento solare attivo- disturbano e vengono a distorcere la magnetosfera. In un campo magnetico le particelle cariche seguono traiettorie elicoidali attorno alle linee di forza del campo, il cui raggio dipende dall’energia iniziale delle particelle e dall’intensità del campo. Sotto determinate condizioni, le particelle vengono catturate dal campo terrestre. Ciò dà origine ad una estesa zona intorno al nostro pianeta, detta magnetosfera, in cui il campo magnetico riesce a “intrappolare” grandi quantità di particelle cariche, la cui energia e concentrazione dipendono in modo complesso dalla distanza dalla Terra e dalla latitudine rispetto ai poli magnetici.

In particolare, la collisione di particelle solare e la pressione nella magnetosfera del nostro pianeta accelera le particelle intrappolate nello spazio attorno alla Terra. Tali particelle sono portate a collidere nell’alta atmosferfa terrestre, ad un’altitudine di 100-400 chilometri, dove eccitano l’ossigeno e le molecole dell’azoto e rilasciano fotoni di luce. I risultati sono i raggi, e i bagliori di luci nel cielo.

Fonte NASA Gallery – http://www.nasa.gov/mission_pages/sunearth/news/gallery/ontario_vir_2012282.html

Suomi NPP – http://npp.gsfc.nasa.gov/

Sabrina

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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