Astronauti assonnati

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Luca Parmitano, astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale mentre si prepara per andare a dormire. Crediti ESA/NASA.

Se a Terra si soffre di insonnia, anche nello spazio le cose non vanno molto meglio.
Del resto, dopo una lunga giornata, chi di noi non desidera potersi rilassare su un materasso confortevole e addormentarsi nel modo più piacevole possibile?
In realtà, per molte persone una notte di sonno sembra un miraggio. Vari fattori tra cui lo stress in primis, che comprende le priorità da svolgere nel lavoro e in famiglia, spesso impediscono di avere la giusta quantità di ore di sono per sentirci rilassati e in forma al risveglio. Anche questo vale per gli astronauti che vivono e lavorano nello spazio: alcuni di loro mostrano gravi problemi di insonnia.

Gli astronauti dell’Apollo 11 diretti verso la Luna nel 1969, per esempio, furono soggetti a problemi di sonno e di stanchezza durante il viaggio. Questi stessi problemi si sono presentati in tutte le missioni umane nello spazio: gli astronauti dello Space Shuttle e della Stazione Spaziale Internazionale hanno avuto e hanno ancora oggi molto sonno arretrato al loro risveglio.
Dato che riposare è una necessità importante nella vita e, tenendo conto che la NASA ha in programma l’invio di un equipaggio umano su Marte nei prossimi decenni, lo studio della NASA sull’insonnia comprendere anche l’importanza del viaggio di andata e ritorno sulla Terra in condizioni ottimali, la salute degli astronauti in generale, le loro prestazioni, oltre che lo stato psicologico e lo stress delle importanti sfide ordinarie e straordinarie oltre che tecnologiche che gli astronauti dovranno affrontare durante la loro permanenza nello spazio.

Un recente studio pubblicato sulla rivista The Lancet Neurology rivela che gli astronauti sono a corto di ore di sonno.
In particolare, ben 64 astronauti su 80 missioni dello Space Shuttle e 21 astronauti sullla ISS hanno dormito in media sei ore per notte anche se è prevista una media di otto ore e mezzo di riposo. Gli astronauti selezionati sono stati nello spazio in due periodi: quelli a bordo dello Space Shuttle dal 12 luglio 2001 e il 21 luglio 2011; quelli a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dal 18 settembre 2006 al 16 marzo 2011.

“Lo studio ci ha fornito dati e intuizioni importanti sull’incidenza e sul danno dell’insonnia nello spazio, e ha portato a contromisure che sono già in fase di sperimentazione a bordo della Stazione Spaziale” ha affermato Bill Paoloski, direttore del programma di ricerca umana della NASA. “Abbiamo studi analoghi in corso e programmiamo di affrontare diverse altre aree a bordo della ISS. Ci si aspetta di utilizzare pienamente questa piattafoma preziosa in questo sforzo per tutto il tempo che rimarrà lassù”.

Dobbiamo tener conto del fatto che i concetti di giorno e di notte a bordo della ISS hanno poco valore dato che la durata media di un’orbita attorno alla Terra è di circa 90 minuti passando dal giorno alla notte quindi in un’ora e mezza. Gli astronauti comunque seguono un orologio di 24 ore che fa riferimento al fuso orario di Greenwich lavorando in media 10 ore al giorno.
E’ possibile comunque utilizzare un farmaco naturale in caso di insonnia, la melatonina. In realtà, dalla ricerca è emerso che gli astronauti fanno uso diffuso dii sonniferi come zolpidem e zaleplon durante il volo spaziale. Tre quarti dei membri dell’equipaggio della ISS hanno riferito l’assunzione occasionale di farmaci per favorire il sonno durante la loro permanenza sulla stazione spaziale, e più di tre quarti (78 per cento) dei membri dell’equipaggio Shuttle hanno usato farmaci su più della metà (52 per cento) delle notti (si fa per dire) passate nello spazio.

L’assunzione di farmaci può avere effetti collaterali, come sonnolenza e difficoltà di risveglio. Le reazioni sull’organismo sono soggettive, per cui il Centro della NASA a Terra verifica preventivamente gli effetti dei medicinali e le reazioni sull’organismo di ogni singolo astronauta.

“La possibilità per un membro dell’equipaggio di eseguire compiti in modo ottimale se svegliato improvvisamente da un allarme di emergenza può essere compromessa dall’uso di farmaci promotori del sonno”, ha detto Laura K. Barger, fisiologa presso la BWH e autore principale dello studio. “L’uso routinario di tali farmaci da parte dell’equipaggio di veicoli spaziali operativi deve essere valutato con particolare attenzione”, visto che l’assunzione di tali farmaci è sconsigliata in occupazioni pericolose che richiedono una completa vigilanza mentale o coordinazione motoria. “Questa considerazione è particolarmente importante perché tutti i membri dell’equipaggio di una determinata missione potrebbero essere sotto l’influenza di un sonnifero al medesimo tempo.”

Non solo. Sono stati compiuti degli studi sulle luci di diverso colore che hanno mostrato che una luce blu, simile a una luce solare brillante, può influenzare l’organismo rendendolo più vigile, mentre una luce sui toni del rosso sembra che possa indurre più facilmente il sonno.

Paolo Nespoli, astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea, nel suo libro “Dall’alto i problemi sembrano più piccoli” edito da Mondadori (2012) racconta che “nel momento in cui ti addormenti al buio, e in quello subito successivo alla sveglia, ti senti esattamente come se fossi in caduta libera, che è la condizione fisica effettiva nella quale ci si trova in orbita. Un po’ come quando scendi distrattamente le scale e manchi un gradino. C’è quel secondo in cui ti manca il fiato e sembra che il mondo stia cadendo. Ecco, è proprio così, solo che dura sei mesi…”.

Fonti :
Laura K Barger, Erin E Flynn-Evans, Alan Kubey, Lorcan Walsh, Joseph M Ronda, Wei Wang, Kenneth P Wright, Charles A Czeisler, Prevalence of sleep deficiency and use of hypnotic drugs in astronauts before, during, and after spaceflight: an observational study,The Lancet Neurology, Early Online Publication, 8 August 2014 – doi:10.1016/S1474-4422(14)70122-X, http://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(14)70122-X/abstract

Space.com: Astronauts Are Sleep-Deprived in Space, http://www.space.com/26829-astronauts-space-station-sleep-deprivation.html

NASA – Study Compiles Data on Problem of Sleep Deprivation in Astronauts – http://www.nasa.gov/content/study-compiles-data-on-problem-of-sleep-deprivation-in-astronauts/#.U_DCP_l_uOA

Ars Technica – Astronaut performance jeopardized by sleep deprivation – http://arstechnica.com/science/2014/08/astronaut-performance-jeopardised-by-sleep-deprivation/

ESA Kids Vivere nello spazio – Dormire a bordo della ISS- http://www.esa.int/esaKIDSit/SEMKGS66AQH_LifeinSpace_0.html

Media INAF – Fate la nanna sull’astronave – http://www.media.inaf.it/2014/08/08/fate-la-nanna-sullastronave/

Paolo Nespoli, Dall’alto i problemi sembrano più piccoli, Mondadori, 2012.

Sabrina

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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