Quel profumo di cometa

Uno dei libri più “intensi” sotto molti punti di vista è sicuramente “Il Profumo” di Patrick Suskind. Il mondo che viene descritto è soprattutto olfattivo. Si sviluppa su questo senso e, se il protagonista si fosse trovato a passeggiare sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko avrebbe avuto il suo bel da fare, a individuare tutti i “profumi” emanati dai vari composti di cui la cometa è fatta.

Superficie della cometa ripresa dalla NAVCAM a bordo di Rosetta il 26 ottobre 2014 ad una distanza di 7,8 chilometri. Crediti: ESA/Rosetta/NAVCAM

Superficie della cometa ripresa dalla NAVCAM a bordo di Rosetta il 26 ottobre 2014 ad una distanza di 7,8 chilometri. Crediti: ESA/Rosetta/NAVCAM

Oltre alle immagini di Rosetta che sono sicuramente affascinanti e che ci svelano, per la prima volta, un mondo nuovo, vorrei farvi stimolare con l’immaginazione un altro senso: l’olfatto. Vi siete mai chiesti che odore avvertiremmo se ci trovassimo seduti su una roccia del nucleo della 67P/Churyumov-Gerasimenko?

Non sarebbe un posto molto profumato, piuttosto un olezzo misto di vari aromi… Suskind si sarebbe divertito a descrivere quell’odore come simile a quello di uova marce (per la presenza di acido solfidrico, cioè idrogeno combinato con lo zolfo) e di stallatico, causato dalla presenza di ammoniaca. Oltre a questi elementi, vi è la formaldeide, l’acido cianidrico che può ricordare la mandorla amara, il metanolo che porta una buona componente alcolica e l’anidride solforosa che è simile all’aceto. Forse un buon vino diventato aceto? Con un po’ di solfuro di carbonio si tende a rendere più dolce il tutto.

Copertina del libro Il Profumo di Patrick Suskind. Edizioni TEA

Copertina del libro Il Profumo di Patrick Suskind. Edizioni TEA

Gli astronomi vanno oltre gli odori e anzi, la composizione della cometa è fondamentale per conoscerla più a fondo. Il “naso” che ha permesso di fare questo tipo di studio è lo strumento ROSINA-Rosetta Orbiter Spectrometer for Ion and Neutral Analysis. L’odore si percepisce anche a grandi distanze dal Sole, cioè molto prima che la cometa inizi la sua abbondante sublimazione a causa del vento solare. In realtà, bisogna tener conto che la densità di queste molecole è bassa, perché diluite nella chioma cometaria ricca di acqua gassata, ossia di molecole di acqua e anidride carbonica, mescolata con monossido di carbonio.

In definitiva, dovremmo avere un naso estremamente fine.

Però, con l’immaginazione ci si riesce, no?

Fonti:

ESA Blog – http://blogs.esa.int/rosetta/ e Media INAF: Sento puzza di cometa – http://www.media.inaf.it/2014/10/24/sento-puzza-di-cometa/

Il Profumo, Patrick Suskind, edizioni TEA.

Altre informazioni su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_profumo

Sabrina

 

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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