Cessato allarme a bordo della ISS per una perdita di ammoniaca

Samantha Cristoforetti durante una simulazone a terra per un allarme legato ad una perdita di ammoniaca. Crediti ESA/NASA

Samantha Cristoforetti durante una simulazone a terra per un allarme legato ad una perdita di ammoniaca. Crediti ESA/NASA

Sì, vorremmo aver qualcosa in più da farvi fare ragazzi, ma per ora nulla, quindi, godetevi il vostro giorno libero a sorpresa. Vi terremo informati non appena avremo capito bene questa storia. Come ho detto, la buona notizia in questo momento è che non siamo del tutto convinti che abbiamo davvero avuto il grave problema di cui sembravamo avere indicazione. Chiaramente abbiamo fatto la cosa giusta visti i segnali che avevamo, ma stiamo ancora cercando di capire la reale natura di questo evento.

Con queste parole il centro di controllo NASA a Houston si rivolge ai sei astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dopo il cessato allarme per una contaminazione atmosferica da ammoniaca utilizzata come liquido di raffreddamento. Potrebbe essersi trattato di un falso positivo dovuto a una concomitanza di varie cause, forse ad un malfunzionamento di alcuni sensori. I tecnici di terra stanno cercando ora di capire che cosa sia davvero successo stamattina attorno alle 9.50, lassù, a 400 chilometri di altezza, nel Nodo 2.

La comunicazione dal vivo tra astronauti e base di controllo si poteva ascoltare in streaming qui  e confesso che faceva una certa emozione viverla in diretta, almeno per una come me che ha sempre amato i voli spaziali e che da sempre segue le imprese spaziali, soprattutto quando a bordo, come ora, vi e’ un astronauta italiano. Ora vi e’ la nostra astronauta Samantha Cristoforetti e altri cinque membri dell’equipaggio.
Tutto e’ sempre stato sotto controllo, sia Mosca che Houston hanno lavorato insieme agli astronauti applicando tutte le procedure necessarie in questi casi per riconfigurare la ISS dopo che vari apparati del segmento USOS (la parte americano/internazionale della ISS) sono stati spenti o disattivati (compresi tutti gli esperimenti scientifici).

La maschera ad ossigeno che Samantha Cristoforetti indossa durante una simulazione di perdita di ammoniaca all'interno della ISS. Crediti: ESA/NASA

La maschera ad ossigeno che Samantha Cristoforetti indossa durante una simulazione di perdita di ammoniaca all’interno della ISS. Crediti: ESA/NASA

Nella comunicazione tra Houston e ISS si sente dire che “… In sostanza, abbiamo qui tutti gli esperti ora, e stanno analizzando i dati. Abbiamo tutti i cervelloni che stanno dando un’occhiata e stiamo cercando di capire cosa sta succedendo. In questo momento il dP/dT [derivata prima della pressione rispetto al tempo, in altre parole la misura di eventuali variazioni della pressione atmosferica interna alla ISS, ndr] è ancora molto stabile. A volte sembra esserci un lieve incremento ma di certo non cresce velocemente. Abbiamo almeno un altro giorno buono prima che i livelli si avvicinino a qualunque limite che richieda uno scarico della pressione, o qualcosa di simile. Quindi restiamo nella configurazione attuale; qui sono arrivati tutti e stanno discutendo dei dati [di telemetria], dissezionando questa cosa e cercando di capire esattamente cosa sia successo”.

Dopo che l’equipaggio ha indossato le maschere ad ossigeno e sono stati trasferiti nel segmento russo della ISS, oltre all’allarme della perdita di ammoniaca anche due falsi allarmi incendi, il primo nel modulo russo Zarya / FGB, anche se gli astronauti avevano riferito via radio di non aver percepito fumo né odori; il secondo, nel modulo russo MRM/Rassvet.

Ecco come racconta Samantha la perdita di ammoniaca in un post pubblicato da Astronauti NEWS nel luglio 2014.

“Visto che l’ammoniaca è altamente tossica, la prima azione è indossare una maschera a ossigeno. Lungo tutta la ISS abbiamo almeno una maschera, spesso due, in ogni modulo, pronta per essere utilizzata. Le maschere del segmento USA hanno un piccolo serbatoio contenente una riserva di 7 minuti di ossigeno. Potrebbe non sembrare molto, ma queste maschere vengono usate solo per la risposta iniziale, come vedrete.
Con le maschere indossate, quelli di noi che erano nel segmento USOS (moduli USA più Columbus e JEM) si sono spostati rapidamente a poppa verso il segmento russo – non solo perché i nostri veicoli Soyuz sono agganciati lì, ma anche per una importante differenza di progettazione: non ci sono condutture dell’ammoniaca nel segmento russo.

Assicurandoci di sapere dove si trovano tutti e sei i membri dell’equipaggio, chiudiamo il portello del Nodo 1, isolandoci così dal segmento USOS e dalla fonte della perdita. A quel punto ci liberiamo dello strato esterno di indumenti, potenzialmente contaminati, e li lasciamo nel PMA, il piccolo elemento adattatore fra il segmento USOS e quello russo, chiudendo il portello di poppa del PMA mentre ci ritiriamo verso il modulo russo FGB.
È il momento di recuperare le nostre maschere con respiratore e montarci sopra le cartucce rosa con i filtri per l’ammoniaca. Il passaggio dalle maschere O2 ai respiratori per l’ammoniaca deve essere fatto molto velocemente e attentamente, visto che non sappiamo quale sia la concentrazione dell’ammoniaca nell’atmosfera del segmento russo. Presupponendo che l’atmosfera contaminata, teniamo gli occhi chiusi e tratteniamo il respiro mentre togliamo le maschere O2. Una volta indossati i respiratori, facciamo un certo numero di respiri di purificazione per liberarci dell’eventuale ammoniaca all’interno del cappuccio. Solo allora riapriamo gli occhi.

Dopo che ciascuno è passato in sicurezza al respiratore, è tempo di capire quanta ammoniaca abbiamo nell’atmosfera del segmento russo. Per quello disponiamo di un sistema di misura con chip dedicato. Nello scenario peggiore, il segmento russo è contaminato a un livello tale che dobbiamo evacuare la stazione. Se la concentrazione dell’ammoniaca non è così alta, possiamo filtrare l’aria attraverso le nostre cartucce respiratore attraverso la respirazione. Poi rimaniamo per diverse ore, fino a quando le misure mostrano un’atmosfera sicura. Nel caso fortunato in cui l’aria nel segmento russo non fosse stata contaminata, potremmo togliere le maschere e respirare normalmente. Sicura, di certo, ma con il segmento USOS perduto, almeno per il momento”.

Il modulo russo della Stazione Spaziale Internazionale. Questa parte della Stazione non viene raffreddata ad ammoniaca. Crediti: NASA.

Il modulo russo della Stazione Spaziale Internazionale. Questa parte della Stazione non viene raffreddata ad ammoniaca. Crediti: NASA.

Nella sezione russa della ISS gli astronauti hanno attivato i sistemi Elektron e Vozduh. Elektron è un apparato per la produzione di ossigeno, che divide l’acqua tramite elettrolisi e inietta l’ossigeno nella ISS, mentre l’idrogeno viene espulso all’esterno. Vozduh, invece, è un apparato in grado di assorbire anidride carbonica dall’atmosfera della ISS, tramite particolari filtri rigenerabili.

Fino a un nuovo ordine, gli astronauti rimangono nel settore russo della ISS, mentre a terra i tecnici portano avanti e completano la messa in sicurezza del segmento USOS. Se tutto sarà nominale, entro poche ore gli astronauti potranno farvi ritorno.

Fonte:
AstronautiNEWS: ISS in stato di emergenza nella mattinata (in aggiornamento) 

NASA: Space Station Update http://blogs.nasa.gov/spacestation/2015/01/14/space-station-update/
NASA Twitter – https://twitter.com/NASA
NASA – International Space Station – http://www.nasa.gov/mission_pages/station/main/index.html
ESA- Facebook – https://www.facebook.com/EuropeanSpaceAgency?fref=nf
Avamposto 42: http://avamposto42.esa.int/

Sabrina

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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