Aprile 2009: Al TNG il lampo gamma più lontano finora osservato nell’universo

Il gamma-ray burst piu' lontano osservato finora, GRB090423. Crediti: NASA/Swift

Il gamma-ray burst piu’ lontano osservato finora, GRB090423. Crediti: /

Nell’aprile 2009 il da’ importanti contributi anche alla scoperta dell’oggetto astronomico più lontano mai osservato un potentissimo gamma-ray burst (GRB), o lampo gamma che viene indicato con una sequenza di lettere e numeri: GRB 090423. Questa sequenza di lettere e numeri rappresenta anno-mese-giorno in cui e’ stato osservato il lampo (nel caso in cui si osservino più di un burst, si usa porre una lettera finale come ordine di sequenza dalla a, alla b, alla c, e così via.

Anche se questi eventi, osservati da Terra, risultino piuttosto frequenti, il 23 aprile 2009 alle ore 7:55:19 UT il satellite Swift della NASA rivelò uno di questi eventi che rappresentano una scoperta scientifica estremamente importante.

Secondo le teorie correnti, queste potenti emissioni di raggi gamma sono generate dall’accrescimento di materia su un buco nero. Molti sono i fenomeni che possono generare questo sistema buco nero+disco di accrescimento, ad esempio il collasso gravitazionale di una stella rotante e molto massiccia, la coalescenza di due stelle di neutroni o di una stella di neutroni ed un buco nero.

Durante gli anni ’60 del secolo scorso le superpotenze mondiali misero in orbita satelliti per identificare possibili test nucleari segreti. Fra questi, i satelliti statunitensi Vela si rivelarono utilissimi all’astronomia, identificando improvvise emissioni cosmiche di luce gamma di brevissima durata, i lampi di raggi gamma.
L’origine dei lampi rimase misteriosa fino a qualche anno fa, quando grazie a BeppoSax, un satellite italiano a partecipazione olandese, si riuscì a determinarne la distanza: si tratta di luce proveniente da regioni remote dell’universo, distanti miliardi di anni luce, emessa quando l’età’ dell’universo stesso era una frazione dell’età’ attuale.

BeppoSax scoprì anche l’esistenza di segnali luminosi che permangono oltre l’effimera durata del lampo (afterglow) e che ci permettono di proseguire nel tempo l’osservazione del fenomeno. I Lampi di raggi gamma sono prodotti da immani esplosioni, probabilmente le più violente dell’universo. In pochi secondi tali esplosioni rilasciano un’enorme quantità di energia tanto da illuminare tutto il percorso che separa la Terra dalla sorgente.

Nonostante questi eventi vengano osservati abbastanza di frequente sulla Terra, l’osservazione di GRB 090423 da parte del satellite Swift della NASA ha rappresentato sicuramente uno degli eventi più importanti. Swift e’ in grado di rivelare lampi di raggi gamma e di inviarne immediatamente la posizione ad altri telescopi, spaziali e terrestri, come per esempio al Telescopio Nazionale Galileo. La rapidità con la quale Swift agisce permette lo studio dettagliato del lampo gamma e delle successive emissioni (afterglow) a lunghezze d’onda maggiori, consentendo anche l’identificazione della sorgente che ha emesso il lampo.
L’analisi degli spettri ottenuti con il prisma di AMICI di NICS ha permesso di stimare per GRB 090423 una distanza di oltre 13 miliardi di anni-luce da noi. In pratica il lampo gamma e’ esploso nell’universo ancora bambino con un’età’ di poco più di 600 milioni di anni (con un redshift pari a 8,1), rivelandosi essere il più lontano lampo gamma osservato.

Immagine del Gamma Ray Burst ottenuta dal Telescopio Swift: www.nasa.gov/images/content/337655main_GRB090423_Swift.jpg

Press Release del TNG:
The farthest GRB ever observed in Nature 
Tng caught the farthest GRB observed ever 

Sabrina

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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