LRO-NASA: ecco il cratere d’impatto!

Questa immagine ripresa dalla Lunar Reconnnaissance Orbiter Narrow Angle Camera (LRO NAC) a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA mostra la superficie della Luna prima dell’impatto del 17 marzo 2013. Questa foto e’ stata ripresa il 12 febbraio 2012. Crediti: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University

Questa immagine ripresa dalla Lunar Reconnnaissance Orbiter Narrow Angle Camera (LRO NAC) a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della mostra la superficie della Luna prima dell’impatto del 17 marzo 2013. Questa foto e’ stata ripresa il 12 febbraio 2012. Crediti: /Goddard Space Flight Center/Arizona State University

Il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA ha raccolto una serie di immagini della superficie della Luna prima e dopo la più grande esplosione mai registrata prima sul nostro satellite.

Questa immagine ripresa dalla Lunar Reconnnaissance Orbiter Narrow Angle Camera (LRO NAC) a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA mostra la superficie della Luna prima dell’impatto del 17 marzo 2013. Questa foto e’ stata ripresa il 28 luglio 2013. Crediti: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University

Questa immagine ripresa dalla Lunar Reconnnaissance Orbiter Narrow Angle Camera (LRO NAC) a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA mostra la superficie della Luna prima dell’impatto del 17 marzo 2013. Questa foto e’ stata ripresa il 28 luglio 2013. Crediti: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University

Era il 17 marzo 2013 quando un oggetto delle dimensioni di un piccolo sasso colpì la superficie lunare nella regione chiamata Mare Imbrium ed esplose, diventando luminoso. Fu un lampo di luce estremamente intenso. Si parlò di un fattore di luminosità 10 volte maggiore di qualsiasi altro evento registrato sul nostro satellite. Piccoli crateri si formano continuamente sulla sua superficie a causa dell’impatto di micro meteoriti. Ma questo evento fu davvero straordinario. Che cosa era successo? Si poteva osservare il cratere?

 

Il lampo venne registrato dai ricercatori del Marshall Space Flight Center della NASA a Huntsville a 20.6°N, 336.1°E sul suolo lunare. I ricercatori che lavoravano sulla camera del LRO, il Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC), decisero di puntare la camera proprio in quella direzione per fare delle foto dopo l’evento. LROC aveva già fatto delle immagini della regione della superficie lunare in precedenza. Dal loro confronto e dalla loro sovrapposizione, si sarebbero potute tirare fuori importanti informazioni sul tipo di oggetto che aveva impattato. Si potevano, in particolare, fare delle previsioni sulle dimensioni dell’oggetto dalla misura della sua energia sprigionata durante l’impatto e misurata dalle immagini, ma questo era solo un modello per i ricercatori. Osservare la superficie lunare era importante anche per calibrare il modello.

 

Animazione del cratere sulla Luna. Impatto del 17 marzo 2013. Crediti: Crediti: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University

Animazione del cratere sulla Luna. Impatto del 17 marzo 2013. Per visualizzare l’animazione cliccate sull’immagine. Crediti: Crediti: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University

Tecnici e astronomi del Marshall Flight Center della NASA decisero, perciò, il 21 marzo 2013 di prendere altre immagini con la Narrow Angle Camera (NAC) montata a bordo di LRO con centro sulle coordinate prefissate, dove l’oggetto era impattato. Non si trovò alcuna traccia del cratere. Al sua posto, evidenziarono delle enigmatiche macchiette (denominate splotches), come dei piccoli disturbi sulla superficie che non erano presenti nelle immagini di qualche tempo prima, antecedenti all’impatto. Per di più queste macchiette erano davvero enigmatiche, non era chiara la loro natura.

Probabilmente, le coordinate non erano precise, bisognava spostarsi un pochino sulla superficie lunare e continuare a cercare. I pixel della NAC erano davvero grandi, quindi, risultò conveniente fare un mosaico di foto per coprire l’intera area interessata dal fenomeno. Il mese successivo venne presa un’altra immagine che si confrontò con un’immagine precedente ma ancora una volta non si vide nulla. Non c’era l’esistenza di alcun cratere. C’erano ancora, molte moltissime macchie, e si videro anche dei deboli raggi. Tali raggi che furono pensati legati all’impatto, al cratere che doveva essersi formato da qualche altra parte sulla superficie lunare. Per cui i ricercatori iniziarono un piccolo esercizio di linee tracciate, per vedere se convergevano da qualche parte, e dove convergevano. Alla terza opportunità, il mese successivo, la NAC venne puntuta nuovamente verso la zona, centrando il campo di vista della camera sulla latitudine-longitudine prefissata, si prese un’altra immagine e … Finalmente il cratere apparve. Era un cratere di 18 metri di diametro. Ora, con tre immagini, con centinaia di macchiette e raggi ed era possibile quindi formare un’unica grande immagine. Non solo. Quelle macchie si potevano unire fra loro ottenendo un disegno ben preciso: una vera e propria raggiera. C’erano dei getti di materiale che erano stati lanciati a dieci, venti o trenta chilometri di distanza, trentamila metri in confronto ai 18 metri del diametro del cratere. Questa fu davvero una scoperta emozionante.

Altre informazioni: per scaricare i video della visualizzazione dell’impatto a varie angolazioni: http://svs.gsfc.nasa.gov/cgi-bin/details.cgi?aid=4242
Per saperne di più : LROC New Crater ! http://lroc.sese.asu.edu/posts/770

Su TuttiDentro: Un potente impatto sulla Luna – http://tuttidentro.eu/2013/05/19/un-potente-impatto-sulla-luna/

Sabrina

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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