Da Venere verso altre atmosfere planetarie

Transito del pianeta Venere sul disco solare ripreso nella banda ottica (a 4500 Angstrom) e nell’estremo ultravioletto (171 Angstrom) dall’Atmospheric Imaging Assembly a bordo del Solar Dynamics Observatory della NASA. Crediti: Using the transit of Venus to probe the upper planetary atmosphere, Fabio Reale, Angelo F. Gambino, Giuseppina Micela, Antonio Maggio, Thomas Wideman & Giuseppe Piccioni, Nature Communications 6, Article number: 7563

del pianeta sul disco solare ripreso nella banda ottica (a 4500 Angstrom) e nell’estremo ultravioletto (171 Angstrom) dall’Atmospheric Imaging Assembly a bordo del Solar Dynamics Observatory della NASA. Crediti: Using the transit of Venus to probe the upper planetary atmosphere, Fabio Reale, Angelo F. Gambino, Giuseppina Micela, Antonio Maggio, Thomas Wideman & Giuseppe Piccioni, Nature Communications 6, Article number: 7563

Osservare il transito di un pianeta è un evento piuttosto raro. Nel caso di Venere, tale evento si registra con coppie di transiti a soli otto anni di distanza l’uno dall’altro, a intervalli piuttosto lunghi, di oltre 100 anni. Il prossimo transito di Venere davanti al disco solare avverrà nel 2117. Gli ultimi due sono stati nel 2004 e nel 2012.

Durante l’ultimo transito, si è scoperto che le dimensioni del pianeta dipendono dalla lunghezza d’onda nella quale si osserva. In particolare, si è ricavato che mentre nella banda ottica, per la presenza dello strato di nubi il raggio del pianeta è 80 chilometri più grande, nelle bande più energetiche come quella X, il valore del raggio arriva anche fino a 150 chilometri, oltre la superficie solida. Questa variazione rivela la presenza di un gas nella ionosfera di Venere a grandi altezze.

Lo studio è stato portato avanti da un gruppo di ricercatori astronomi dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo, dell’Università di Palermo, dall’INAF-IAPS di Roma e da altri istituti stranieri.

Non è che Venere cambi di dimensioni col tempo. In realtà, le sue dimensioni cambiano quando si va a misurarlo a bande differenti, in particolare nella banda ultravioletta e nella banda X. Il motivo è legato al fatto che la radiazione molto energetica, come quella X, viene bloccata dall’atmosfera del pianeta nella parte alta dell’atmosfera, mentre quella visibile non lo è. Di conseguenza, Venere sembra più grande a energie maggiori. “Più grasso” diremmo in linguaggio comune. Se pensate. E’ come cambiare occhiali. Con un occhiale nell’ultravioletto, il pianeta ha una data dimensione. Con un paio di occhiali in X il pianeta diventa più grande!

Lo studio del transito di una pianeta davanti alla stella risulta fondamentale nello studio delle atmosfere planetarie di pianeti transienti in orbita attorno a stelle simili al Sole. Osservazioni di atmosfere di simili a Venere non sono ancora possibili con la tecnologia attuale, ma lo saranno per gli strumenti in via di costruzione o progettazione.

Se verrà scoperto un pianeta simile al nostro attorno ad una stella come il Sole vicino a noi, allora si potrà studiare l’atmosfera oltre che le eventuali condizioni di abitabilità.

Sabrina

Fonti:

Articolo: Using the transit of Venus to probe the upper planetary atmophere, Fabio Reale, Angelo F. Gambino, Giuseppina Micela, Antonio Maggio, Thomas Widemann & Giuseppe Piccioni, Nature Communications 6, Article number: 7563 doi:10.1038/ncomms8563 – Received 18 November 2014 Accepted 19 May 2015 Published 23 June 2015, http://www.nature.com/ncomms/2015/150623/ncomms8563/full/ncomms8563.html

Media INAF: Quanto è grande il raggio di Venere? http://www.media.inaf.it/2015/06/23/quanto-e-grande-il-raggio-di-venere/

Csmonitor.com – Venus: Does this sunlight make me look fat ? –  http://www.csmonitor.com/Science/2015/0623/Venus-Does-this-sunlight-make-me-look-fat

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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