AstroSamantha, una donna da record

Samantha Cristoforetti viene sorretta durante la fuoriuscita dalla Soyuz. E' l'11 giugno 2015. Crediti: NASA/ESA

Samantha Cristoforetti viene sorretta durante la fuoriuscita dalla Soyuz. E’ l’11 giugno 2015. Crediti: NASA/ESA

Sorridente, è uscita dalla capsula Soyuz. Sorridente, un gruppo di tecnici russi l’hanno trasportata con le loro forti braccia adagiandola su una sorta di seggiolone. Sorridente, ha rifatto conoscenza con la gravità, con i profumi, con il calore del sole, con l’aria e con le persone che per sei mesi da lontano l’hanno seguita a 400 chilometri di quota.

Alle 16.21 del 6 giugno 2015 Samantha Cristoforetti, astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale Europea, stabilisce il record di permanenza nello spazio per una donna, battendo quello precedente di Sunita Williams della NASA con 195 giorni continuativi. Il suo rientro a casa è avvenuto l’11 giugno 2015 alle 15.43 ora italiana.

Samantha Cristoforetti ha battuto il record di permanenza nello spazio per una donna raggiungendo i 199 giorni e qualche ora. Qui la NASA/ESA la celebra come la donna dei record: 200 giorni di permanenza nello spazio. Brava, Sam! Crediti: NASA/ESA

Samantha Cristoforetti ha battuto il record di permanenza nello spazio per una donna raggiungendo i 199 giorni e qualche ora. Qui la NASA/ESA la celebra come la donna dei record: 200 giorni di permanenza nello spazio. Brava, Sam! Crediti: NASA/ESA

Nei suoi 199 giorni nello spazio, Samantha è stata impegnata a portare a termine nove esperimenti scientifici. Uno dei più importanti è stato Drain Brain: dopo aver indossato i sensori che misurano il flusso del sangue, Samantha ha eseguito degli esercizi muscolari e respiratori con un’ecografia vascolare come controllo finale, sotto la guida remota del responsabile scientifico dell’esperimento, Paolo Zamboni, dell’Università di Ferrara. Un simile esperimento lo aveva fatto anche a terra qualche mese prima, per studiare gli effetti a lungo termine della gravità sulla circolazione e sul cervello.

Le foto di Samantha Cristoforetti all’Isola di La Palma, sede del Telescopio Nazionale Galileo.  E’ ben visibile l’airglow di colore verde-arancio, caratteristico dell’Ossigeno (OI) oltre i 100 chilometri di altezza, e le stelle sullo sfondo. Le scie che si formavano sulle Isole Canarie sono le scie di von Kármán che si formano in fluidodinamica. Crediti: Samantha Cristoforetti/NASA/ESA/ASI.

Le foto di Samantha Cristoforetti all’Isola di La Palma, sede del Telescopio Nazionale Galileo.
E’ ben visibile l’airglow di colore verde-arancio, caratteristico dell’Ossigeno (OI) oltre i 100 chilometri di altezza, e le stelle sullo sfondo.
Le scie che si formavano sulle Isole Canarie sono le scie di von Kármán che si formano in fluidodinamica. Crediti: Samantha Cristoforetti/NASA/ESA/ASI.

 

Oltre a questi esperimenti, nel marzo scorso, Samantha ha scattato quattro foto (una è quella che vedete nell’immagine) al nostro TNG-Telescopio Nazionale Galileo, nell’Isola di La Palma (la seconda isola illuminata che si vede da sinistra). Dal TNG gli astronomi aspettavano Samantha, per scattare una foto alla scia della ISS immortalandola accanto alla sagoma dell’edificio che ospita il TNG. Nel suo messaggio su Twitter, Samantha ha salutato lo scambio di scatti fotografici con: “Ciao Canarie, ciao Telescopio Galileo! Galileo ha osservato lo spazio, finalmente lo spazio osserva Galileo!

@AstroSamantha e il TNG. Crediti: @AstroSamantha/Twitter/NASA/ESA/ASI

@AstroSamantha e il TNG. Crediti: @AstroSamantha/Twitter/NASA/ESA/ASI

Ora la nostra AstroSamantha, insieme ai suoi compagni di viaggio, Terry Virts e Anton Shkaplerov, sta seguendo un training che la riporterà in piena forma entro pochi mesi.

Il riabituarsi alla gravità terrestre avviene in modo progressivo. I muscoli impiegano circa un mese per recuperare il loro tono, altrettanto per abituare il corpo all’alternanza del giorno e della notte, visto che sulla Stazione Spaziale tra un’alba e la successiva ci sono solo 90 minuti, il tempo necessario per fare un giro attorno alla Terra.

L’astronauta canadese Chris Hadfield, diventato famoso per aver cantato Space Oddity di David Bowie nella Cupola della ISS, ha raccontato che al suo rientro sulla Terra è  rimasto sorpreso dal sentire il peso della lingua e delle labbra e che, inizialmente, ha trovato un po’ di difficoltà a parlare!

Samantha riscopre il profumo di un fiore della steppa russa. Crediti: NASA/ESA

Samantha riscopre il profumo di un fiore della steppa russa. Crediti: NASA/ESA

Ci vorranno probabilmente sei mesi, più o meno il tempo trascorso lassù, perché Samantha possa tornare a sentirsi forte e veloce come prima.

Ma AstroSamantha è la donna dei record e sicuramente supererà brillantemente ogni fatica!

La prima colazione di AstroSamantha dopo il rientro a Terra, lo scorso 11 giugno. Interessante la scritta sulla sua maglietta! Sempre ironica la nostra Samantha! Crediti: NASA/ESA

La prima colazione di AstroSamantha dopo il rientro a Terra, lo scorso 11 giugno. Interessante la scritta sulla sua maglietta! Sempre ironica la nostra Samantha! Crediti: NASA/ESA

Sabrina

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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