Occhi di 12 metri per catturare nuovi sistemi planetari

Simulazione di un sistema solare gemello al nostro ad una distanza di 13,5 parsec visto con HDST (telescopio spaziale di 12 metri di diametro)  e un coronografo che viene a nascondere la luce della stella per poter evidenziare i pianeti (Venere, Terra e Giove).   Crediti: L. Pueyo, M. N’Diaye. Pagina 43 di From Cosmic Birth to Living Earths, AURA.

Simulazione di un sistema solare gemello al nostro ad una distanza di 13,5 parsec visto con HDST (telescopio spaziale di 12 metri di diametro) e un coronografo che viene a nascondere la luce della stella per poter evidenziare i pianeti (Venere, Terra e Giove).
Crediti: L. Pueyo, M. N’Diaye. Pagina 43 di From Cosmic Birth to Living Earths, AURA.

Capire se siamo soli o meno nell’universo è una di quelle domande a cui vorremmo rispondere un giorno. Un giorno non molto lontano.

L’AURA-Association of Universities for Research in Astronomy ha pubblicato pochi giorni fa un rapporto che prevede la costruzione del più grande telescopio spaziale, l’High Definition Space Telescope (HDST) con un diametro di 12 metri, il figlio del JWST-James Webb Space Telescope e nipote di HST-Hubble Space Telescope.

In realtà, HDST ha molto del nonno e poco del babbo. Sarà infatti in grado di osservare l’universo nel visibile e nell’infrarosso, come Hubble, e non nelll’ultravioletto, come il James Webb. Questo gli permetterà di studiare oggetti di piccoli dimensioni e relativamente vicini a noi: i pianeti extrasolari attorno a stelle simili al Sole. Il campione selezionato è composto da 600 stelle nei dintorni del Sole, entro un centinaio di anni luce.

Le stime che ci ha fornito Kepler portano ad affermare che circa una stella su dieci di questo campione potrebbe ospitare un pianeta con dimensioni confrontabili con il nostro nella sua zona di abitabilità, dove l’acqua si trova allo stato liquido. Lo studio dell’atmosfera di questi mondi si rivelerebbe fondamentale per conoscere se il pianeta ospiti vita (come la conosciamo noi).

Per saperne di più: Media INAF – C’è qualcuno là fuori? Potrebbe dircelo HDST

Sabrina

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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