Anche l’ammoniaca è importante per la vita su altri pianeti

Rappresentazione artistica di un sistema planetario. Crediti NASA

Rappresentazione artistica di un sistema planetario. Crediti NASA

Secondo alcuni ricercatori guidati da Sara Seager del Massachusetts Institute of Technology (MIT), non sarebbe poi così difficile trovare segni di vita diversa da quella che conosciamo, cioè la nostra, studiando le atmosfere di altri pianeti lontani.

Al momento sono stati analizzati modelli di super-Terre per cercare i marcatori della vita, quelli che vengono chiamati in inglese biosignature, e sembra che sia più facile identificarli su pianeti in orbita attorno a stelle che producono una quantità di radiazione relativamente bassa.

I lavori sono stati presentati durante l’Astrobiology Science Conference a Chicago nel giugno scorso.

Oltre alle super-Terre, ossia pianeti extrasolari tra 2 e 10 masse solari, il team di scienziati ha in programma di studiare super-Terre con atmosfere ricche di idrogeno, con l’obiettivo di costruire un modello di biosignature indipendente dalla biologia terrestre.

Data la loro grade massa, le super-Terre possono trattenere infatti atmosfere ricche di idrogeno. Sono piuttosto facili da venire scoperte e caratterizzate, in relazione ai pianeti più piccoli, con dimensioni simili alla Terra. Attualmente, le super-Terre ricche di idrogeno sono i pianeti tra i più comuni nella nostra Galassia.

In particolare, i ricercatori hanno fatto una simulazione con un pianeta 10 volte più massiccio della Terra e circa due volte più grande., con un’atmosfera ricca di idrogeno molecolare. Questo pianeta è stato immaginato in orbita attorno a tre tipi differenti di stella: una stella simile al Sole, una stella nana rossa normale (più piccola e che emette meno del Sole) e una nana rossa non attiva. Stelle differenti producono, come è noto, differenti livelli di radiazione ultravioletta.

Una rappresentazione artistica di HD 219134b , la prima Super-Terra confermata più vicina alla Terra, a circa 21 anni luce di distanza da noi. Crediti: NASA-JPL-Caltech

Una rappresentazione artistica di HD 219134b , la prima Super-Terra confermata più vicina alla Terra, a circa 21 anni luce di distanza da noi. Crediti: NASA-JPL-Caltech

Per cercare i marcatori o biosignature, è necessario capire perché le forme di vita producano gas. Ci sono vari tipi di gas prodotti, quali i gas rilasciati quando l’energia viene catturata dall’atmosfera, oppure i gas prodotti dalle reazioni metaboliche, come la fotosintesi, oppure i gas intesi non come prodotto chimico ma come risultato dello stress

L’impronta della vita extraterrestre è nei gas che compongono l’atmosfera dei pianeti extrasolari. Se il metabolismo degli organismi è in grado, come sappiamo, di alterare le componenti di un’atmosfera, una spettroscopia potrebbe essere risolutiva. Uno spettro di un’atmosfera aliena può rivelare la presenza di molecole di anidride carbonica, acqua, ozono, metano, ammoniaca. Bio-impronte di cui sempre più è necessario cercare..

Fondamentale è capire che tipo di gas possa sopravvivere nell’atmosfera del pianeta, quanta biomassa è necessaria per produrre una quantità rilevabile e se una tale quantità di vita sia o meno possibile da rilevare.

Il team ha trovato che quattro gas volatili potrebbero essere generati dalla produzione di energia in un’atmosfera ricca di idrogeno. Tre di questi potrebbero formarsi geologicamente, il quarto è rappresentato dall’ammoniaca.

Per le super-Terre in orbita attorno a stelle simili al Sole rilevare l’ammoniaca sembra una cosa sembra fattibile, mentre per pianeti che ricevono una quantità inferiore di radiazione ultravioletta, come pianeti in orbita attorno a stelle nane rosse, la quantità di biomassa dovrebbe essere significativamente importante.

Mentre è possibile rilevare ammoniaca nell’atmosfera di pianeti lontani, il determinare se questo posta essere il prodotto della vita, è un altro discorso. Al momento, le incertezze sulle dimensioni e sulla massa dei pianeti extrasolari rimangono così grandi che le Super-Terre potrebbero essere in realtà dei mini-Nettuni, giganti gassosi più piccoli di quelli che si trovano nel nostro Sistema Solare.

Il messaggio è sempre lo stesso: importanti rimangono le atmosfere dei pianeti extrasolari per la ricerca di forme di vita.

Fonte Space.com – How to Find ‘Strange Life’ on Alien Planets –

http://www.space.com/30404-alien-life-search-super-earths.html?utm_medium=twitter&utm_source=twitterfeed

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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