Ossigeno non biologico su altri mondi

Un pianeta extrasolare con la sua exoluna. Crediti: NASA/JPL.

Un pianeta extrasolare con la sua exoluna. Crediti: NASA/JPL.

L’ossigeno è stato considerato finora come un indicatore essenziale per la possibilità di trovare vita sui pianeti extrasolari. Oggi, uno studio condotto da NOrio Narita, professore del Centro di Astrobiologia del National Institutes of Natural Sciences (NINS) e da Shigeyuki Masaoka, professore dell’Istituto di Scienze Molecolari presso lo stesso istituto, mostra un’ipotesi diversa, cioè che su pianeti extrasolari possano essere presenti grandi quantità di ossigeno non prodotto al alcuna attività che possiamo definire biologica.

L’ossigeno presente nell’atmosfera terrestre è prodotto continuamente dalle piante attraverso il processo di fotosintesi ed è proprio l’abbondanza di ossigeno che permette agli esseri viventi di vivere.

Si era quindi ipotizzato che la ricerca di vita su pianeti extrasolari attorno a stelle simili al Sole la presenza di ossigeno nell’atmosfera dovesse essere considerata un indicatore biologico fondamentale e decisivo.

I risultati dei ricercatori mostrano che è possibile che reazioni chimiche non biologiche possano influenzare la composizione atmosferica degli esopianeti. In particolare, l’ossigeno prodotto dalla reazione fotocatalitica dell’ossido di titanio, abbondante sulla superficie dei pianeti rocciosi, dei meteoriti e della Luna, potrebbe essere abbondante sulle superfici planetarie. I calcoli mostrano che la reazione fotocatalitica dell’ossido di titanio su una porzione pari allo 0,05 percento della superficie planetaria potrebbe produrre una quantità di ossigeno pari a quella presente nella nostra atmosfera.

Per cercare la vita su altri pianeti è necessario, dunque, la multidisciplinarietà dello studio, ossia mettere assieme competenze differenti che provengono da settori scientifici diversi al fine di stabilire i segni decisivi della vita su altri pianeti. Anche se l’ossigeno rappresenta un forte biomarcatore della vita, è necessario trovarne degli altri.

Fonte Media INAF – Esopianeti: l’ossigeno non è bio – http://www.media.inaf.it/2015/09/10/esopianeti-lossigeno-non-e-bio/

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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Una risposta a Ossigeno non biologico su altri mondi

  1. Umby dice:

    È da diverso tempo che l'ossigeno in sé desta molte preoccupazioni come indicatore biologico. Anche la fotolisi dell'acqua ad opera delle radiazioni ultraviolette potrebbe dar luogo a falsi positivi.
    Comunque rimango dell'idea che il meccanismo di produzione di ossigeno tramite fotocatalisi e fotolisi sia molto meno efficiente di qualsiasi processo biologico. Ricordo che l'ossigeno in sé è estremamente reattivo e tende quindi a legarsi un po' con tutto§; pertanto ne serve molto perché influenzi la composizione chimica di una atmosfera.