Mondi inabitabili attorno alle nane rosse?

Una rappresentazione artistica del pianeta Kepler-438b e della sua violenta stella madre. Il pianeta è spesso investito da violenti brillamenti ed espulsioni di massa coronale che potrebbero renderlo inabitabile, anche strappandogli via la sua atmosfera. Crediti: Mark A Garlick / University of Warwick

Una rappresentazione artistica del pianeta Kepler-438b e della sua violenta stella madre. Il pianeta è spesso investito da violenti brillamenti ed espulsioni di massa coronale che potrebbero renderlo inabitabile, anche strappandogli via la sua atmosfera. Crediti: Mark A Garlick / University of Warwick

Le stelle nane rosse sono stelle piccole, fredde e molto numerose, dove vicino ad esse possono trovarsi pianeti potenzialmente adatti ad ospitare forme di vita. Ma i brillamenti e le espulsioni di massa coronale molto frequenti ed intensi di questi astri possono rendere quei mondi inabitabili, secondo un recente studio guidato da ricercatori dell’Università di Warwick.

Si pensa che l’atmosfera del pianeta Kepler-438b, che è attualmente il pianeta più simile alla Terra, sia stata strappata via a causa della radiazione emessa dalla sua stella, dei super brillamenti (superflare) estremamente intensi, 10 volte più  potenti di quelli che si registrano sul Sole. Kepler-438 emette intensi brillamenti ogni poche centinaia di giorni, e ognuno di questi brillamenti è molto più potente del più intenso brillamento mai registrato sul nostro Sole. È probabile che questi brillamenti siano associati a espulsioni di massa coronale, enormi quantità di plasma, che potrebbero produrre effetti talmente gravi da compromettere l’abitabilità stessa del pianeta.

Il commento di Giuseppina Micela, direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Palermo dell’INAF e membro del GAPS science Team: «Quello di definire le proprietà di abitabilità di esopianeti attorno a stelle della classe spettrale M, nelle quali ricadono le nane rosse, è un vecchio ma ancora dibattuto problema. Da una parte cercare potenziali eso-Terre attorno a questi corpi celesti è più facile, perché le zone cosiddette abitabili si trovano a distanze molto minori dalla loro stella madre di quanto noi non lo siamo rispetto al Sole, sfruttando quindi al meglio il metodo dei transiti e delle velocità radiali. Tuttavia è noto che le nane rosse hanno una attività nettamente superiore rispetto alle stelle evolute simili al nostro Sole. Questo, insieme alla maggiore vicinanza della zona abitabile alla stella, fa sì che la radiazione ad alta energia della stella, incidente sul pianeta sia nettamente maggiore che sulla Terra. I frequenti brillamenti stellari, eventualmente accompagnati da emissioni di massa coronale, possono seriamente compromettere le atmosfere di questi pianeti, riscaldandole, facendole parzialmente evaporare e, infine, influenzare pesantemente la eventuale formazione ed evoluzione di forme di vita su di essi».

Fonte Media INAF – Vita dura attorno alle nane rosse

Altre informazioni:

Planet Quest NASA – Stripped: The Untold Story of the Almost Earth

Sabrina

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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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