Nana rossa irrequieta, fredda e vorticosa

Una rappresentazione artistica di una stella nana rossa con un campo magnetico intenso. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Una rappresentazione artistica di una stella nana rossa con un campo magnetico intenso. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Quando si va alla ricerca di pianeti attorno a stelle simili al Sole le stelle nane rosse sono l’obiettivo privilegiato degli astronomi, in quanto sono di gran lunga le stelle più diffuse nella nostra Galassia, e anche quelle che, come evoluzione, rimangono in sequenza principale per miliardi di anni. Questi tempi scala sono sufficientemente lunghi perché la vita si possa formare e sviluppare.

Le nane rosse sono relativamente fredde, raggiungendo una temperatura superficiale di circa 3500 Kelvin. Ricordiamo che il Sole arriva a quasi 6000 Kelvin sulla sua superficie. Inoltre, hanno masse pari a circa metà di quelle della nostra stella. E’ emerso da recenti studi che questi oggetti possiedono un’attività stellare intensa, con brillamenti ed espulsioni di massa coronale, le cosiddette CME-Coronal Mass Ejection, che sono molto più intensi e frequenti di quelli che si osservano sul Sole. Sono stati scoperti dei pianeti extrasolari attorno a stelle di questo tipo e, di conseguenza, anche se si vengono a trovare nella zona di abitabilità, potrebbero essere resi del tutto inospitali alla vita a causa dei continui bombardamenti di radiazioni ionizzanti e degli impatti di nuvole di plasma e particelle energetiche prodotti dalla stella e che arrivano sulla superficie del pianeta.
Come racconta Giuseppina Micela, Direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Palermo dell’INAF, «I frequenti brillamenti stellari, eventualmente accompagnati da emissioni di massa coronale, possono seriamente compromettere le atmosfere di questi pianeti, riscaldandole, facendole parzialmente evaporare e, infine, influenzare pesantemente la eventuale formazione ed evoluzione di forme di vita su di essi».

A 35 anni luce dalla Terra è stata osservata una stella nana rossa, piccola, gelida (rispetto alla temperatura media del Sole), che sta nella regione intermedia tra le stelle nane rosse (che stanno bruciando l’idrogeno nella regione centrale) e le nane brune (che non lo fanno, sono oggetti che sono a loro volta a metà strada tra le stelle e i pianeti). Questa stella in sole due ore compie una rotazione, che si può definire vorticosa: a titolo di confronto, il nostro Sole impiega circa un mese. Non solo. La stella presenta un campo magnetico fuori scala, dell’ordine di diverse centinaia di volte più intenso di quello del nostro Sole, con una luminosità 10 000 volte maggiore di quella del Sole e con meno di un decimo della massa della nostra stella.

Dalle osservazioni compiute con l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array in Cile, risulta che le emissioni arrivano a valori dell’ordine di 95 GHz, valori mai misurati prima su una stella nana rossa. Questi valori di solito si possono misurare in corrispondenza di brillamenti ed eruzioni solari. Questo porta a ritenere che eventuali pianeti anche nella zona di abitabilità, dove l’acqua si può trovare allo stato liquido sulla loro superficie, non possano resistere di fronte a un temperamento di questo tipo.

Fonte Media INAF- Piccola, “gelida” e turbolenta 

Altre informazioni: Media INAF- Vita dura attorno alle nane rosse 
Planet Quest NASA –Be thankful this star isn’t your neighbor

Sabrina

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

I commenti sono chiusi