E’ Made in Science la Settimana della Scienza @FrascatiScienza

Conto alla rovescia per l’XI e la Notte Europea dei Ricercatori 2016 di che avrà luogo dal 24 al 30 settembre prossimi e coinvolgerà moltissime città italiane.

Poster della Settimana della Scienza e Notte Europea dei Ricercatori /24-30 settembre 2016) promossa da Frascati Scienza.

Poster della Settimana della Scienza e Notte Europea dei Ricercatori /24-30 settembre 2016) promossa da Frascati Scienza.

MadeInScience. Protagonisti la Scienza e il ruolo del Ricercatore. Frascati Scienza anche quest’anno sarà capofila di una rete di ricercatori, università e istituti di ricerca per dare vita alla Settimana della Scienza e la Notte Europea dei Ricercatori.

Le città italiane coinvolte in questa nuova avventura scientifica sono raddoppiate rispetto al 2014-2015: Roma, Firenze, Milano, Trieste, Genova, Modena, Ferrara, Napoli, Palermo, Bari, Cagliari, Catania, Lecce, Parma, Pavia, Reggio Emilia, Sassari, Frascati, Carbonia, Cassino, Gorga, Grottaferrata, Monte Porzio Catone.

La Settimana della Scienza e la Notte Europea dei Ricercatori permetterà di avvicinare i ragazzi al mondo della vera scienza, fatta da giovani ricercatori sviluppata nelle strutture italiane (ed europee). Nelle varie sedi locali i ragazzi potranno toccare con mano, osservare con gli occhi, sperimentare assieme ai veri protagonisti della ricerca che cosa vuol dire costruire un “occhio” per guardare lontano, verso altri mondi o galassie lontane e come sfruttare queste stesse conoscenze e risultati per studiare l’occhio umano e curare per esempio la cataratta; i giovani potranno imparare come si fa a monitorare lo spazio attorno alla Terra, dove milioni di frammenti di spazzatura spaziale, resti di sonde e relativi detriti, si trovano in questo momento in orbita attorno alla Terra, e la maggior parte di loro finirà per cadere nell’atmosfera terrestre e bruciarsi attraversandola. Il monitoraggio perciò rappresenta un’operazione importante per preservare il buon funzionamento dei satelliti geostazionari, del satelliti GPS, perché del GPS oggi non possiamo più farne a meno, è nelle nostre vite quotidiane, presente nel nostro cellulare, nei nostri viaggi. Ovunque. E poi, i giovani ricercatori, che sono stati un tempo bambini, giocheranno coi bambini per farli diventare medici, ingegneri, fisici, astronomi, astronauti, ricercatori e scienziati per una settimana. Qui sta la grande ricchezza di questo evento: immedesimarsi nel ricercatore, immaginarsi “grandi” e scegliere un futuro per i nostri figli.

Settimana della Scienza. Crediti: Frascati Scienza

Settimana della Scienza. Crediti: Frascati Scienza

Oltre a questo, c’è anche la speranza in chi fa ricerca di trasmettere il bello di questo lavoro, di appassionare, coinvolgere, perché la scienza è anche bellezza, oltre che ricadute tecnologiche. C’è la speranza di poter aumentare le vocazioni scientifiche nei giovani. Perché la nostra vita è Made in Science, e bisogna sviluppare questa vocazione nelle menti fresche e giovani, perché il futuro della ricerca in Italia e nel resto del mondo dipende da chi ora sta diventando grande, e ovviamente dipende anche da noi adulti, che siamo genitori, insegnanti, nonni, ricercatori. Soprattutto curiosi.

L’obiettivo, quindi, è stimolare alla scienza i giovanissimi. In effetti, se consideriamo le stime di Observa- Science in Society 1 pubblicate in questi ultimi anni, si osserva che pochissimi giovani concordano con l’affermazione “Vorrei diventare uno scienziato”: solo il 14 percento del totale. Tra questi, solo un terzo sono studentesse. Perché questo scarso interesse per la professione di scienziato? La risposta sta nel timore di abbracciare un’attività troppo esigente sotto il profilo dell’impegno personale, con la riduzione di spazi di realizzazione extra-lavorativi importanti (sempre secondo i dati Observa). Non è così. I ricercatori hanno una vita privata, una famiglia, e bisogna sfatare questa idea, oramai superata, ossia che il lavoro del ricercatore non lasci tempo al resto. E’ impegnativo, non lo si nega, ma non più di tantissimi altri lavori. La vita privata gli astronomi, i fisici, i medici, gli scienziati in generale ce l’hanno. E trasmettono la loro passione ai loro figli.

A Frascati Scienza i bimbi imparano divertendosi a diventare dei grandi scienziati. Crediti: Frascati Scienza

A Frascati Scienza i bimbi imparano divertendosi a diventare dei grandi scienziati. Crediti: Frascati Scienza

Per questo motivo, la Settimana della Scienza e la Notte Europea dei Ricercatori offre l’opportunità di stimolare l’interesse verso la ricerca e la tecnologia, oltre che verso quelle materie, la fisica e la matematica o la tecnologia in particolar modo, che sembrano difficili da capire anche sui banchi di scuola. Gli studenti, dalle statistiche di Observa-Science in Society, sono interessati primariamente ad aspetti di tipo pratico, collegati ad attività quotidiane, con un’immediata ricaduta a livello personale – come nel caso della salute – e secondariamente concentrano l’attenzione su elementi conoscitivi più generali e teorici. Facciamo qualche esempio. La salute è al primo posto tra gli interessi, sia intesa come conoscenza che come possibilità di cura; seguono il significato dei sogni, le scoperte scientifiche che hanno modificato il corso della storia e l’attenzione per i temi ambientali. Ma quali sono gli interessi scientifici degli studenti? Sempre secondo Observa-Science in Society i maschi sono più interessati all’esplorazione dello spazio, alla conoscenza scientifico-tecnologica e all’ambiente. Questa attenzione dei giovani maschi verso lo spazio e la sua esplorazione è una costante già messa in evidenza in precedenti sondaggi così come l’interesse per l’ambiente. Le femmine sono invece più interessate alla salute, la cura del corpo e la ricerca del senso della vita. Maschi e femmine tuttavia sono attenti all’utilizzo della scienza negli ambiti dell’agricoltura e dell’alimentazione assieme alle relazioni tra scienza e società. In particolare, si nota un maggior interesse delle studentesse e degli studenti del sud Italia e delle isole verso i temi della salute e dell’agricoltura.

Ma sui banchi di scuola? Alcuni studi hanno mostrato che le lezioni scolastiche sono piuttosto teoriche e non permettono quel naturale avvicinamento e contatto degli studenti con l’esperimento scientifico, con il laboratorio mantenendo così separate le spiegazioni dalla sperimentazione. A livello europeo da alcuni anni è stato introdotto con numerosi programmi didattici l’approccio Inquiry Based Science Education (IBSE), l’approccio pedagogico favorito dalla Commissione Europea, per stimolare il coinvolgimento attivo degli studenti nelle attività pratiche nelle materie scientifiche, andando in questo modo a stimolare e sviluppare competenze di analisi e indagine tipiche della ricerca. 2

Ecco dunque che sarà fondamentale dare risalto alla ricerca italiana fatta dagli italiani durante questa Settimana della Scienza che culminerà nella Notte Europea dei Ricercatori, il prossimo 30 settembre. Anche l’Italia gioca un ruolo fondamentale nella ricerca europea e mondiale, ruolo che non deve essere assolutamente sottovalutato o nascosto. Aprire le porte alle università e agli enti di ricerca aiuta a comprendere meglio quello che si sta “facendo in casa” e a giustificare gli investimenti presenti e futuri.

La manifestazione è promossa dalla Commissione Europea. 3

Sabrina

 

  1. Observa- Science in Society, Annuario Scienza Tecnologia e Società 2015, a cura di Giuseppe Pellegrini e Barbara Saracino, Il Mulino. Sito web: Observa .
  2. L’Inquiry Based Science Education è l’approccio pedagogico favorito dalla Commissione Europea con il rapporto Rocard del 2007 basato sull’investigazione che stimola le domande e le azioni atte a comprendere fenomeni e risolvere i problemi .
  3. Il progetto coordinato da Frascati Scienza vede tra i suoi partner principali i più importanti enti di ricerca nazionali (ASI, CNR, ENEA, ESA-ESRIN, INAF, INFN, INGV, ISS, CINECA, GARR, ISPRA, CREA, Sardegna Ricerche), tra le migliori università della Penisola (Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Università degli Studi Roma Tre, Università LUMSA, Università di Cagliari, Università di Cassino, Università di Parma, Università di Sassari, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) e la Regione Lazio.
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Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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