Non solo Chicxulub e dinosauri: Bedout, un grande cratere per la maggiore delle estinzioni di massa

Bedout Crater. Fonte: science.sciencemag.org

I dinosauri ci sono sicuramente familiari, così come la loro estinzione avvenuta circa 66 milioni di anni fa, oltre che del 75 percento delle specie animali e vegetali. La ricostruzione che possiamo fare oggi con gli studi geologici di quello che può essere avvenuto, ci porta a ipotizzare che questa estinzione dell’ultimo periodo del Triassico sia stata prodotta da un eccezionale evento vulcanico che liberò anidride solforosa e anidride carbonica in atmosfera e formando aerosol solfatici, bloccando la radiazione del Sole e comportando un raffreddamento del pianeta. Il blocco della radiazione deve aver prodotto, successivamente, un effetto serra elevato, ben evidente dalle evidenze paleobotaniche. Ma questo non bastò all’estinzione dei dinosauri. L’attività vulcanica si pensa sia una concausa della scomparsa dei dinosauri e precede la teoria dell’impatto di un meteoroide di circa 12 chilometri di diametro. Luis e Walter Alvarez negli anni Ottanta furono i primi a pensare a un impatto di un oggetto con la Terra, dopo il ritrovamento di uno strato di argilla, ricco di iridio, presente su tutto il nostro pianeta. L’iridio è molto raro sulla Terra, mentre è ben diffuso nelle rocce spaziali.

Bedout gravity model by Andrew Lockwood, GSWA, Perth, Australia

Nel 1990, in seguito ad alcune trivellazioni petrolifere venne scoperto un grande cratere da impatto, di circa 180 chilometri di larghezza, metà in acqua e metà sulla terraferma, nella penisola dello Yucatan, prodotto dall’impatto di un asteroide. L’età di questo cratere risale tra il Cretaceo e il Terziario, da cui KT Boundary. L’impatto con un oggetto di tali dimensioni deve aver prodotto incendi, un enorme tsunami che si sparse a cerchi concentrici fino a coprire l’intera Terra, onde sismiche distruttive, e una ricaduta a pioggia di roccia fusa generata dall’impatto con la superficie terrestre. L’emissione di polvere e particelle in atmosfera provocò cambiamenti climatici simili a quelli che possiamo ipotizzare durante un inverno nucleare: la nostra Terra fu totalmente ricoperta da una nube di polvere per molti anni.

Circa 250 milioni di anni fa, molto prima dell’estinzione dei dinosauri, ebbe luogo la maggiore tra le estinzioni di massa sulla Terra. La causa, un meteorite. Con questo impatto, circa il 96 percento delle specie marine e circa il 70 percento di quelle terrestri furono estinte. Si sono rinvenuti piccoli cristalli di quarzo segnati da piccole fratture all’interno di rocce dell’Australia e dell’Antartide e risalenti al periodo in cui avvenne l’estinzione, nel Permiano-Triassico. Recentemente un team di ricercatori ha riconosciuta quella che potrebbe essere stata l’impronta dell’impatto sul continente australiano: un cratere di 120 chilometri di diametro, il Bedout Crater. Si possono immaginare le conseguenze per la vita sulla Terra dopo un impatto simile.

 

 

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Informazioni su Sabrina Masiero

Direttore Responsabile della Didattica e Divulgazione presso la Fondazione GAL Hassin-Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche, Isnello, (Palermo) e associata INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo. Ho lavorato presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e la Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie nell'ambito dei pianeti extrasolari.

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