Ipazia, una scienziata di ieri

Immagine tratta dal film Agorà (2009).

di Sabrina Masiero e Luciana Ziino, Fondazione GAL Hassin – Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche, Isnello (PA)

Astronoma e matematica, sapiente filosofa, influente politica, donna di straordinaria intelligenza e immenso carisma. Questo e molto altro fu Ipazia, forse la più nota e la più grande scienziata del mondo antico. Vissuta ad Alessandria d’Egitto tra la fine del IV e l’inizio del V secolo, è ancora oggi un simbolo della libertà di pensiero. Come è spesso avvenuto nella storia, pagò con la vita la sua passione per la conoscenza e la sua sete di sapere. In un clima di fanatismo, di ripudio della cultura e della scienza in nome della crescente religione cristiana, Ipazia venne trucidata nel marzo del 415, lapidata in una chiesa da una folla di fanatici.

Ipazia. La vera storia
di Silvia Ronchey
Edizioni Rizzoli
Anno: 2010
€ 10,50

“C’era una donna quindici secoli fa ad Alessandria d’Egitto, il cui nome era Ipazia. Quel nome, nella lingua greca, usata al tempo laggiù, evocava un’idea di “eminenza”, “acutezza”, “suprema altezza”. Glielo aveva dato suo padre, un celebre sapiete, che progettava per lei una carriera di studiosa. Nessuno poteva immaginae che il destino, o il caso, che è re del mondo, avrebbero fatto di Ipazia una martire del pensiero. Che quella discendente di pacati professori nella civile Alessandria avrebbe avuto una morte violenta. Che sarebbe stata vittima di un assassinio atroce, tra i più deplorati nella storia della cultura”.

Con rigore filologico e storiografico e grande abilità narrativa, Silvia Ronchey in “Ipazia. La vera storia” ricostruisce in tutti i suoi aspetti l’avventura esistenziale e intellettuale di Ipazia, inserendola nella realtà culturale e sociale del mondo tardoantico, sullo sfondo del tumultuoso passaggio di consegne tra il paganesimo e il cristianesimo.

 

Ipazia: vita e sogni di una scienziata del IV secolo
di Adriano Petta e Antonino Colavito
La Lepre Edizioni
Anno: 2013
€ 9,40

In “Ipazia: vita e sogni di una scienziata del IV secolo” Adriano Petta e Antonino Colavito ripercorrono la vita della scienziata alessandrina con precisione e cura, trasformando quella che è una biografia in un romanzo narrato in prima persona dalla stessa scienziata. Ad introdurre la figura di Ipazia, la prefazione di Margherita Hack.

“Ipazia rappresenta il simbolo dell’amore per la verità, per la ragione, per la scienza che aveva fatto grande la civiltà ellenica. […] Questa storia romanzata ma vera di Ipazia ci insegna ancora oggi quale e quanto pervicace possa essere l’odio per la ragione e il disprezzo per la scienza. E’ una lezione da non dimenticare, è un libro che tutti dovrebbero leggere.” Margherita Hack (1922-2013)

“Ipazia era l’erede della Scuola alessandrina, la più importante comunità scientifica della storia dove avevano studiato Archimede, Aristarco di Samo, Eratostene, Ipparco, Euclide, Tolomeo e tutti i geni che hanno gettato le fondamenta del sapere scientifico universale.
Astronoma, matematica, filosofa neoplatonica, musicologa, medico, “madre” della scienza sperimentale (studiò e realizzò l’astrolabio, l’idroscopio e l’aerometro)… e, come scrisse Pascal, “ultimo fiore meraviglioso della gentilezza e della scienza ellenica”. Nei suoi settecento anni la Scuola alessandrina aveva raggiunto vette talmente elevate nel campo scientifico, che sarebbe bastato lasciar vivi e liberi di studiare Ipazia e i suoi allievi per acquisire 1200 anni in più di progresso.
Ma su Ipazia e sull’intera umanità si abbatté la più grossa delle sventure: l’ascesa al potere della Chiesa cattolica e il patto di sangue stipulato con l’Impero romano agonizzante. Questo patto – oltre alla soppressione del paganesimo – prevedeva la cancellazione delle biblioteche, della scienza e degli scienziati, l’annullamento del libero pensiero, della ricerca scientifica. Alla donna doveva essere impedito l’accesso alla religione, alla scuola, all’arte, alla scienza”. Adriano Petta

Due modi diversi per narrare la vita di una donna che ha lasciato un segno indelebile nella storia: se la scienza sperimentale moderna ha avuto un padre, Galileo Galilei, potremmo dire che è esistita anche una madre, nata 1200 anni prima, Ipazia.

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Informazioni su Sabrina Masiero

Direttore Responsabile della Didattica e Divulgazione presso la Fondazione GAL Hassin-Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche, Isnello, (Palermo) e associata INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo. Ho lavorato presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e la Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie nell'ambito dei pianeti extrasolari.

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