Genesi, il grande racconto delle origini

Nessuna civiltà, grande o piccola che sia, può reggersi senza il grande racconto delle origini. Un viaggio vertiginoso all’indietro nel tempo, fino al mistero primo delle cose. , , Il grande racconto delle origini, Edizioni Feltrinelli

Nel titolo dell’ultimo del fisico Guido Tonelli,  uno dei padri del bosone di Higgs e responsabile di una delle torri del grande anello dell’acceleratore del CERN di Ginevra, è ben evidente il tentativo di evocare il per eccellenza, la Bibbia. Da sempre l’Umanità ha cercato di dare una risposta alla più semplice ma allo stesso tempo alla più complessa delle domande: da dove viene questa meraviglia che ci circonda, l’universo, e che ruolo abbiamo noi in questo universo? Da questa domanda sono nate mitologia, religione e filosofia. Oggi la scienza moderna ci mette a disposizione un racconto dettagliato e preciso ricco di visioni che tolgono il respiro, e per certi versi sconvolgente.

È questa la storia che ho scelto di raccontare in Genesi, e l’ho fatto evitando, deliberatamente, il linguaggio specialistico degli scienziati; per eliminare alla radice ogni barriera che impedisca la comprensione dei concetti più importanti“.

Da tempo immemorabile le grandi scoperte hanno fortemente condizionato il nostro rapporto con il mondo. Basti pensare all’impatto che hanno avuto relatività e meccanica quantistica sulla cultura di tutto il Novecento. Quando la scienza cambia i propri paradigmi e guarda al mondo con occhi diversi cambia tutto, per sempre. Senza Einstein e Heisenberg non ci sarebbero stati Kokoshka e Fontana, Schoenberg e Berio, Pirandello e Strindberg e così via. Ma questo non avviene una volta sola, è un processo che continua, via via che la scienza progredisce e produce risultati nuovi. “Ecco perché la visione del mondo che essa produce deve essere conosciuta da tutti. Capire le nostre radici più antiche, appropriarsi del moderno racconto delle origini prodotto dalla scienza, significa possedere uno degli strumenti più importanti per guardare con occhio critico al passato e ricavarne spunti con cui affrontare le sfide del futuro”.

Crediti: NASA/Hubble Space Telescope

In principio era il vuoto: ecco, il più è fatto, abbiamo dato risposta, subito, alla più difficile delle domande: cosa c’era prima del Big Bang. Così inizia il grande capitolo del libro dedicato al grande racconto delle origini. Ma continuiamo a leggere una piccolo pezzo estratto dal capitolo In Principio Era il Vuoto.

A rigore la questione sarebbe mal posta. Lo spazio-tempo entra in scena assieme alla massa-energia, quindi non c’è un prima, non esiste un orologio che ticchetta al di fuori dell’universo che deve ancora nascere. E tuttavia, sul piano del racconto, possiamo ignorare questa difficoltà logica e andare alla sostanza.

Accettiamo il paradosso di chiederci cosa c’era prima che nascesse il tempo, immaginiamo di essere nel non-luogo da cui sarebbe scaturito tutto lo spazio; fantastichiamo, noi essere materiali che abbiamo bisogno di aria per respirare e di luce per vedere, di essere già presenti lì, quando non c’era traccia di materia né di energia, in attesa di assistere alla nascita del tutto e di poterlo vedere con i nostri occhi.

Di fronte a noi si estende il vuoto un sistema fisico molto peculiare che, nonostante il nome francamente fuorviante, è tutt’altro che vuoto. Le leggi della fisica lo riempiono di particelle virtuali che appaiono e scompaiono a ritmi forsennati, lo affollano di campi di energia i cui valori attorno allo zero fluttuano continuamente. Chiunque può prendere a prestito energia dalla grande banca del vuoto e vivere un’esistenza tanto più effimera quanto maggiore è il debito che ha contratto.

Da questo sistema, da queste fluttuazioni, può nascere un universo materiale che, in realtà, è solo e ancora un vuoto, ma un vuoto che ha subito una meravigliosa metamorfosi.  Guido Tonelli, Genesi

La nascita dell’universo è una storia bellissima che ci dice che spazio, tempo, materia ed energia sono nati da una minuscola, quasi impercettibile fluttuazione quantistica del vuoto. Ci sono ancora alcuni punti oscuri, ma le scoperte degli ultimi decenni ci hanno permesso di capire quali meccanismi hanno innescato il processo. Per generare un universo materiale come il nostro non c’ è bisogno di energia. Qualcuno l’ha definito “il più colossale pasto gratis che mente umana possa concepire”. L’universo attuale ha energia totale nulla e ha attraversato, in questa condizione, tutta la sua lunghissima storia di 13,8 miliardi di anni. È tutt’ora, cioè, uno stato di vuoto, che è proprio il nome con cui indichiamo un sistema a energia nulla. La nascita dell’universo è in realtà una trasformazione subita dallo stato di vuoto, una metamorfosi, che ha trasformato una impercettibile fluttuazione, determinata dalla meccanica quantistica, in un meraviglioso universo materiale.

Un libro in vetta alle classifiche dei libri più venduti nel 2019

Siamo un paese con poca propensione agli studi scientifici. E’ ben noto che anche oggi non si trovano insegnanti di matematica e fisica per la Scuola secondaria di Secondo Grado, eppure abbiamo alle nostre spalle una tradizione di eccellenza che va da Galileo Galilei ai ragazzi di Via Panisperna fino a Carlo Rubbia, Premio Nobel per la Fisica nel 1984, fino ad arrivare ad oggi al gruppo di ricercatori italiani che si trovano attualmente al CERN a Ginevra (e ne è la Direttrice Generale).

Fabiola Gianotti, CERN Ginevra.

Il libro di Guido Tonelli è rimasto nella top ten dei libri più letti nel 2019 per alcuni mesi.
Incredibile, se pensiamo che su 60 milioni di cittadini solo 5 milioni leggono un solo libro all’anno, compresi quelli scolastici. E’ davvero speciale questo libro.
E’ scritto con uno stile di racconto, molto divulgativo e che affascina in questo viaggio nel passato e nel futuro, un libro che è accessibile al cittadino di cultura media.
E’ ben evidente la fiducia della capacità della scienza di superare i pregiudizi e di andare ben oltre all’evidenza comune, di andare oltre quello che appare. Le cose non sono come appaiono, e la fisica ce lo spiega perché.

Una rappresentazione artistica della nostra Via Lattea. Crediti: NASA

“Il discorso scientifico richiede soprattutto di abbandonare ogni forma di pregiudizio. I veri esploratori non hanno paura dell’imprevisto, anzi, non vedono l’ora di trovarsi di fronte a fenomeni totalmente inaspettati.” […] “Siamo talmente condizionati dalla nostra vita quotidiana, da quello che vediamo e sperimentiamo abitualmente nel sottile guscio sferico che abitiamo, che diventa naturale immaginare che le leggi che regolano la nostra esistenza siano le stesse che vigono in ogni altro angolo dell’universo.
Incantati dalla regolarità con cui la notte segue al giorno, dalla ricorrenza dei cicli lunari e delle stagioni, dalla persistenza delle stelle che illuminano la volta celeste, abbiamo immaginato che ovunque vigessero equilibri analoghi.
Ma non è così. Al contrario. Siamo qui da pochi milioni di anni, a vivere esistenze di durata infinitesima rispetto ai cicli di qualunque processo cosmico di rilievo, abitiamo un tiepido pianeta roccioso, ricco di acqua e circondato e protetto da una confortevole atmosfera e da un benevolo campo magnetico i quali, come magiche coperte che assorbono i raggi ultravioletti, ci schermano dagli effetti devastanti dei raggi cosmici e dagli sciami di particelle. La nostra stella-madre, il Sole, è una stella di media grandezza e abita una regione molto tranquilla e piuttosto periferica della Galassia che ci ospita. L’intero Sistema Solare orbita lentamente, si fa per dire, a 26000 anni luce di distanza dal centro della Via Lattea. Una distanza di sicurezza, perché già lì si annida un mostruoso buco nero, Sagittarius-A*, un oggetto pesante quattro milioni di masse solari, capace di distruggere migliaia di stelle intorno a lui. E questo è soltanto nei dintorni di casa nostra.” Guido Tonelli, Genesi

Nell’immagine qui sopra, una simulazione al computer di come il Buco Nero Supermassiccio Sagittarius A* apparirebbe all’Event Horizon Telescope.

Presentazione del libro Genesi da parte dell’autore,  Guido Tonelli per la Casa Editrice Feltrinelli.

Continua…

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Informazioni su Sabrina Masiero

Direttore Responsabile della Didattica e Divulgazione presso la Fondazione GAL Hassin-Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche, Isnello, (Palermo) e associata INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo. Ho lavorato presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e la Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie nell'ambito dei pianeti extrasolari.

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