#LaunchAmerica: si torna a volare con Crew Dragon della SpaceX

Falcon 9 di SpaceX pronta al lancio. Crediti: NASA/SpaceX

Una nuova era spaziale ha inizio

Sono passati nove anni dall’ultimo volo dello Space Shuttle, dall’ultima grande avventura umana americana con partenza e atterraggio su suolo americano. Le attività a bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno continuato nel corso di questi anni ma i lanci degli astronauti americani sono sempre stati fatti grazie alla collaborazione tra NASA e la ROSCOSMOS, l’Agenzia Spaziale Russa, con partenza dal cosmodromo di Baikonur a bordo della Soyuz.

Oggi, 27 maggio 2020 alle 22.33 ora italiana inizia una nuova era per la NASA: il lancio avverrà dalla piattaforma 39A del Kennedy Space Center, la stessa dei lanci del progetto Apollo. Ma, a differenza delle missioni NASA che hanno portato l’uomo sulla Luna, questa è la prima volta che avviene grazie a una collaborazione tra un’agenzia governativa, la NASA, e una società privata, la SpaceX di Elon Musk, 48 anni, il visionario fondatore del sistema di pagamenti online PayPal e di Tesla che ha rivoluzionato il mercato delle auto elettriche. Oggi Elon Musk oggi diventa protagonista con lo Spazio e nello Spazio.

In un momento difficile per il mondo intero, a causa della diffusione del virus Covid-19, gli astronauti americani sembrano una luce di speranza che si accende per l’America intera.

 

I due astronauti NASA Bob Behnken e Doug Hurley all’arrivo a Cape Canaveral. E’ il 21 maggio 2020. Inizia il vero e proprio conto alla rovescia per la missione Demo-2. Crediti: NASA

Il 21 maggio scorso alla base spaziale di Cape Canaveral sono arrivati i due astronauti NASA Bob Behnken e Doug Hurley, primi astronauti di questa nuova era spaziale, entrambi veterani di due voli con lo Shutlle e compagni di avventura da ben vent’anni. Basta uno sguardo per intendersi, hanno alle spalle amicizia e tanta passione nel loro lavoro. L’astronauta Behnken sarà responsabile dell’avvicinamento e dell’aggancio della capsula Crew Dragon con la Stazione Spaziale Internazionale, che avverrà il 28 maggio alle ore 17.39, mentre l’astronauta Hurley sarà il comandante della navetta e responsabile delle operazioni durante il lancio, l’atterraggio e il recupero in mare.

La Crew Dragon viene portata nello spazio montata sulla testa del razzo Falcon 9, realizzato e testato da SpaceX. La missione, in particolare, porterà il veicolo in atmosfera ad una velocità di 27 mila chilometri orari, e, dopo aver verificato l’affidabilità dei sistemi con il Controllo missione di Houston, in meno di 24 ore la navicella sarà in posizione per il rendez-vous con la ISS.  Il docking, o aggancio, è progettato per essere automatico, ma gli astronauti potranno intervenire in ogni momento in caso di malfunzionamenti. Una volta nella Stazione spaziale, gli astronauti si uniranno all’equipaggio a bordo ed effettueranno esperimenti in assenza di gravità.

In questo video vedete in anteprima quello che succederà qualche ora prima del lancio. Crediti: NASA/SpaceX

Demo-2 sarà il secondo lancio orbitale di una Crew Dragon, il terzo lancio su un razzo Falcon 9 e, soprattutto, il primo lancio di astronauti americani da una piattaforma statunitense dall’8 luglio 2011, data del lancio dello shuttle Atlantis.

Il Launch Pad 39A

Terminato il Programma Space Shuttle nel 2011, il Launch Complex 39 rimase in disuso per alcuni anni, nel quale venne radicalmente modificato.

Launch Pad 39 B – In preparazione del lancio. Interviste e visita al Launch Pad 39 di Cape Canaveral. Crediti: NASA/SpaceX.

Il 14 aprile 2014, SpaceX ha firmato un contratto di locazione di 20 anni per il Launch Pad 39. Il pad è stato modificato per supportare il lancio di entrambi i Falcon 9 e Falcon Heavy veicoli di lancio realizzati da Space X.

Questo lancio della Crew Dragon di Space X è ricco di simbolismi. Partirà dalla base di Cape Canaveral intitolata a John F. Kennedy. È il 12 settembre 1962 quando John Fitzgerald Kennedy, Presidente degli Stati Uniti d’America, nello stadio della Rice University, annuncia, davanti a 35.000 persone, che ha intenzione di far sì che il primo uomo a camminare sulla Luna sia un americano:

Abbiamo deciso di andare sulla Luna” dichiara. “Abbiamo deciso di andare sulla Luna questo decennio e di fare altre cose, non perché siano semplici, ma perché sono difficili, perché questo obiettivo ci permetterà di organizzare e di mettere alla prova il meglio delle nostre energie e capacità, perché questa è una sfida che vogliamo accettare, non abbiamo intenzione di rimandarla e abbiamo intenzione di vincerla, così come le altre”.

 

Gli astronauti ai comandi della Crew Dragon. Le tute sono state disegnate da SpaceX e sono completamente differenti da quelle della NASA. Crediti: NASA/SpaceX

Non solo. Crew Dragon partirà in particolare dal Launch Pad 39, la rampa da cui veniva lanciato lo Space Shuttle. Così fu anche l’8 luglio del 2011 per la missione STS-135, l’ultima dell’iconico veicolo americano, l’ultima con equipaggio dal territorio degli Stati Uniti. Pilota di quella missione, alla sua seconda esperienza nello Spazio, era proprio Douglas Hurley, che oggi torna sulla stessa rampa di lancio per questa Demo-2, seconda missione demo, ma la prima con equipaggio umano, missione di test che dovrà certificare la navicella per operazioni di lunga durata verso la Stazione spaziale internazionale. Si tratta del programma “Commercial Crew”, protagonista negli ultimi anni di continui ritardi e rinvii.

La missione Demo-2 con equipaggio non ha una durata prestabilita. Dopo il lancio, la Crew Dragon inizierà le manovre di avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale, in modo automatico, anche se sotto l’attenzione degli astronauti e di tutto l’equipaggio della ISS e da Terra, che potranno assumerne il controllo se necessario. Dopo l’attracco, Behnken e Hurley saranno accolti dall’equipaggio della Expedition 63, arrivato il mese scorso.

Al momento, a bordo della ISS vi è il comandante e astronauta NASA Chris Cassidy e i due cosmonauti russi Anatoly Ivanishin e Ivan Vagner. Non è ancora chiaro quanto tempo passeranno con loro Behnken e Hurley. Tutto dipenderà dal prossimo lancio commerciale con equipaggio, che porterà altri astronauti a bordo della ISS.  “Sebbene la Crew Dragon utilizzata per questo test di volo possa rimanere in orbita per circa 110 giorni – ha spiegato la NASA – la durata specifica della missione sarà determinata una volta sulla Stazione Spaziale in base alla prontezza del prossimo lancio commerciale con equipaggio”.

L’equipaggio della Crew Dragon: i due astronauti si raccontano. Crediti: NASA/SpaceX

Demo-2 rappresenta il test di volo finale per SpaceX: la missione verrà a confermare il “sistema di trasporto con equipaggio” della compagnia commerciale SpaceX, la piattaforma di lancio, il razzo, i veicoli spaziali e le capacità operative.  Questa sarà anche la prima volta che gli astronauti della NASA faranno un test dei sistemi del veicolo spaziale in orbita. In orbita, i due astronauti eseguiranno dei test sulla Crew Dragon oltre a condurre ricerche e a portare a termine altri compiti con l’equipaggio della ISS.

Fatto questo, a Bob e Doug si uniranno altri due astronauti e la Crew Dragon si sgancerà automaticamente dalla Stazione Spaziale. Rientreranno nell’atmosfera atterrando nell’Oceano Atlantico proprio al largo della costa della Florida. L’equipaggio verrà recuperato via mare dalla nave di Recupero Go Navigator di Space X e farà ritorno a Cape Canaveral. Un vero e proprio splashdown per la prima volta dopo il programma Apollo.

In seguito, ci sarà una “missione completamente operativa” definita Crew-1 con equipaggio che partirà verso fine anno. La navicella Crew-1 è in fase di costruzione e gli astronauti stanno facendo ora il loro training. SpaceX ha al momento in cantiere 6 missioni completamente operative, come parte dell’accordo con la NASA del 2014. Gli astronauti NASA di questa missione Crew-1 saranno Michael Hopkins, Victor Glover e Shannon Walker, e il giapponese Soichi Noguchi che rimarranno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per 6 mesi.

Come si ricorderà, a dicembre 2019, Boeing lanciò la sua capsula CST-100 Starliner verso la ISS in una missione dimostrativa senza equipaggio chiamata Orbital Flight Test (OFT). Si voleva testare che l’astronave poteva trasportare in sicurezza gli astronauti della NASA, ma non tutto andò come previsto, dato che Starliner manifestò un problema nel suo sistema di cronometraggio a bordo, si arenò nell’orbita sbagliata e venne abbattuto in modo da avere un atterraggio sicuro dopo solo 2 giorni in orbita attorno alla terra.

Quindi, Boeing ha deciso di perfezionare il suo test di volo orbitale (senza equipaggio) per dimostrare la qualità del sistema Starliner. Non è stata ancora annunciata una data per il nuovo volo.

Demo-1. La prima missione test di Space X (marzo 2019). Crediti: NASA/SpaceX

Il cosmodromo di Baikonur

Se dalla rampa di lancio 39 sono partite le missioni Apollo e gli Shuttle, dalla base di Baikonur sono partite altrettante famose missioni spaziali.

Come scriveva Claudia Di Giorgio per la Repubbllica.it qualche anno fa, nell’aprile 2002, “Il cosmodromo di Baikonur è la più grande base spaziale del mondo”.

 

La Soyuz sulla rampa di lancio dal cosmodromo di Baikonur. Crediti: Wikipedia

“Ma a dispetto delle sue dimensioni, (si estende su un’area grande quasi come l’Abruzzo), per decenni non è comparsa in nessuna mappa geografica ed è stata uno dei segreti più gelosamente custoditi dell’Unione Sovietica. Persino il suo nome è un falso: la Baikonur originale è una città che si trova a 370 km di distanza. Ma nel 1955, quando le autorità sovietiche iniziarono a costruire una nuova installazione militare per il lancio di razzi nei pressi di uno sperduto villaggio di pastori kazaki, il centro fu chiamato Baikonur nel tentativo di confondere gli americani. Tentativo fallito: la CIA scoprì le installazioni e le fotografò dall’alto già nel 1957, pare anche grazie a un singolo binario ferroviario che si sperdeva nella steppa in direzione della base.

Costruita in piena guerra fredda, Baikonur sembra fatta apposta per illustrare l’espressione “nel bel mezzo del nulla”. Desertico, grigiastro, inverosimilmente piatto, al paesaggio che circonda la base mancano solo i crateri per essere una copia perfetta della Luna, il satellite che proprio da qui i sovietici hanno inutilmente sognato e tentato di conquistare. E l’evocazione dei panorami lunari è solo uno dei tanti simboli che contribuiscono a fare di Baikonur una capsula del tempo che attraverso l’epopea spaziale racchiude l’intera parabola dell’Unione Sovietica”.

 

Yuri Gagarin, primo cosmonauta russo a fare un giro intorno alla Terra. Crediti: ROSCOSMOS

“Fu da Baikonur che nel ’57 partì lo Sputnik, il primo oggetto costruito dall’uomo ad uscire dall’atmosfera terrestre, da qui partì la cagnetta Laika, da qui, il 12 aprile 1961, Yuri Gagarin decollò per il primo volo umano nello spazio. E sempre da Baikonur fu lanciata, due anni dopo, l’ex operaia Valentina Tereskova, che si aggiudicò il titolo di prima donna nello spazio, e come ulteriore schiaffo agli USA, rimase in orbita più ore di tutte quelle sommate fino ad allora dagli astronauti americani”.

Yuri Gagarin con la tuta spaziale. Crediti: ROSCOSMOS

 

Laika, la prima cagnolina nello spazio. Crediti: ROSCOSMOS

Da oggi gli astronauti americani non partiranno più da questo cosmodromo. Chissà che cosa cambierà nell’immediato futuro.

Di sicuro si sa che la speranza della NASA è che l’esito positivo del lancio possa dare spinta a ulteriori ambizioni esplorative. I dati del test saranno utili per il programma Artemis, destinato al ritorno sulla Luna entro quattro anni (2024), per poi costruirvi una presenza stabile tra la piattaforma orbitante Lunar Gateway e una base sul polo sud lunare. Il programma punta sul veicolo Space Launch System e sulla navicella Orion, il cui debutto per un primo giro intorno alla Luna con equipaggio è programmato per il 2021.

I prossimi mesi sono davvero fitti di appuntamenti. C’è ancora molto da aspettarci.

Stasera il GAL Hassin partecipa all’evento #LaunchAmerica con una sua diretta, grazie a due televisioni locali: MalgradoTuttoWeb e Teleacras. La diretta verrà mandata su vari canali Facebook: GAL Hassin, TuttiDentro, Osservatorio Astronomico Università di Siena e GruppoLocale. Non mancate a questo grande appuntamento con la storia dell’Astronautica!

Fonte: Commercial Crew Program  e Launch America

 

 

Aggiungi ai preferiti : permalink.

Informazioni su Sabrina Masiero

Direttore Responsabile della Didattica e Divulgazione presso la Fondazione GAL Hassin-Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche, Isnello, (Palermo) e associata INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo. Ho lavorato presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e la Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie nell'ambito dei pianeti extrasolari.

I commenti sono chiusi.