Attenti a non perdere il vostro cucchiaio!

Era il 16 novembre scorso quando quattro astronauti, Shannon Walker, Victor Glover, Mike Hopkins della NASA e l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Giapponese, Soichi Noguchi sono partiti a bordo della capsula Dragon sistemata sulla parte superiore del razzo Falcon 9 per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale.

Shannon Walker, Victor Glover, Mike Hopkins (della NASA) e Soichi Noguchi (della JAXA) sono i quattro astronauti partiti a bordo della capsula Dragon sul razzo Falcon 9 lo scorso 16 novembre 2020 per raggiungere la ISS. Crediti: NASA/SpaceX.

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è un incredibile veicolo spaziale che, a 400 chilometri di altezza sulla Terra, compie 16 orbite al giorno attorno al nostro pianeta, a una velocità di 28.000 chilometri all’ora. Compiere 16 orbite in un giorno significa fare in circa 90 minuti un giro intorno alla Terra: ogni 45 minuti si assiste ad un sorgere, ogni 45 minuti ad un tramonto del Sole (e non ci sono problemi di visibilità, cosa che invece qui sul nostro pianeta dipende dalle condizioni meteo).

Rappresentazione artistica della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a circa 400 chilometri dalla Terra. Crediti: NASA/ESA

Per i prossimi sei mesi, questi astronauti vivranno, lavoreranno e dormiranno a bordo della ISS assieme ad altri tre colleghi che sono già sulla stazione da circa tre mesi, in un ambiente molto diverso da quello a cui siamo abituati sulla Terra.

Nonostante gli “abitanti” della ISS abbiamo 16 albe e 16 tramonti, sono comunque abituati ad avere una giornata di ventiquattro ore, a dormire la notte e a mangiare tre pasti (più ovviamente qualche occasionale snack) di giorno. Per questo motivo, la giornata di un astronauta segue il fuso orario di Greenwich ed è regolata con gli stessi ritmi che si avrebbero sulla Terra. Gli impegni lavorativi di ogni membro dell’equipaggio durante i giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì) non permettono di condividere insieme pranzi e cene; cosa che, invece, succede nei weekend dove la cena diventa un momento di condivisione per tutti. Capita a volte che per concludere un esperimento un astronauta debba saltare il pranzo o la cena in quanto ogni esperimento ha la sua tempistica e non si può ritardare l’esperimento successivo, che è giù schedulato, e che comporterebbe un ritardo di tutti gli altri. Rispettare la scaletta è fondamentale. Nel fine settimana, a turno, gli astronauti hanno anche un compito molto comune: pulire la stazione spaziale: a turno, le zone comuni devono essere sistemate per garantire un ambiente il più pulito e sicuro possibile.

Samantha Cristoforetti, prima donna italiana ed europea a volare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, mentre si sta preparando una piadina durante la missione Futura (2013-2014). Crediti: Agenzia Spaziale Italiana (ASI)/NASA/ESA/Avamposto42

I materiali che occorrono all’equipaggio per vivere in questo spazio relativamente ristretto (grande quanto un campo da calcio) provengono dalla Terra. Il cibo e l’acqua di cui gli astronauti necessitano devono essere trasportati sulla ISS. Veicoli specializzati come il cargo Dragon della NASA/SpaceX, la Cygnus della NASA, l’Automated Transfer Vehicle (ATV) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), quello giapponese HII Transfer Vehicle (HTV), o il cargo russo Progress trasportano le provviste di cibo e acqua sulla ISS periodicamente, oltre ad una serie di strumentazioni, materiali per realizzare gli esperimenti, e anche il loro vestiario. In questo modo, possiamo dire simpatico, gli abitanti della ISS non hanno la necessità di fare la spesa, ma è sicuramente importante mettere in ordine tutte le provviste e i materiali che ricevono.

Gli astronauti devono consumare pasti correttamente bilanciati in base alle loro esigenze alimentari e svolgere una regolare attività fisica per mantenersi in forma a bordo della Stazione Spaziale. Si può dire che essi mangiano nello spazio esattamente quanto e come noi sulla Terra – o quasi. Colazione, pranzo e cena anche per loro, seppur con una vista meravigliosa della Terra e dello spazio da una finestra veramente unica.

Pranzi e cene a bordo della ISS

Ma come ci si organizza con il pranzo e la cena? C’è una dispensa dove viene conservato il cibo?

Le scorte di cibo sono conservate in varie borse in diversi luoghi della ISS. Molte di queste borse si trovano nel modulo dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Leonardo. Nel Nodo 1 (Harmony) viene conservato il “cibo in uso”: qui, vengono conservate le borse già aperte di qualunque tipo di alimento. Se per pranzo oggi un astronauta decidesse di mangiare un minestrone, allora dovrebbe andare nel modulo Armony e prendere la cassettina rigida con scritto “verdura e minestrone”. È possibile scegliere tra varie verdure, minestroni, minestre, zuppe, ecc. Una volta che la cassettina si svuota, si vanno a recuperare altri minestroni nella busta di verdure e minestre ancora chiusa. Bisogna però fare attenzione a non aprire mai la borsa prima della data non autorizzata perché altrimenti si rischia di andare a mangiare i pasti degli astronauti che saliranno sulla ISS successivamente. Infatti, gli alimenti, i bonus food, ma anche i vestiti e alcuni oggetti personali, arrivano a bordo della ISS circa 6 mesi prima dell’arrivo dell’astronauta stesso.

Sembra un tavolo di lavoro ma in realtà questo è il tavolo dove gli astronauti si preparano singolarmente il loro pranzo e la loro cena. Ben visibili, sono le bustine che contengono liquidi, forbici per tagliare le bustine, frutta secca e bustine di frutta. Crediti: NASA/ESA/ASI

Con l’arrivo del cargo si ha la possibilità per circa una settimana di consumare frutta fresca di stagione e verdure come pomodori, arance, mele. Ci sono altri cibi che possono essere consumati così come sono, come la frutta secca o le tortillas. Altri alimenti, invece, devono essere reidratati con acqua calda o con acqua a temperatura ambiente. Altre vivande vanno invece riscaldate nello scaldavivande elettrico che ha la forma di una valigetta.

L’astronauta canadese e Comandante della ISS Chris Hadfield riscalda degli spinaci, aggiungendo dell’acqua tiepida. Bisogna fare attenzione di mettere la giusta temperatura e il giusto tempo e il pranzo è pronto. Crediti: NASA/CSA

Un grande momento di convivialità si ebbe con Paolo Nespoli e la pizza per tutti gli astronauti. Fu il primo “pizza party” nello spazio che si tenne in un fine settimana del 2017 (questo post su Twitter è stato pubblicato il 2 dicembre 2017 da Randy Bresnik, uno degli astronauti):

Il rifornimento di alimenti e viveri era arrivato il mese precedente su un cargo e l’equipaggio non impiegò molto tempo a tirare fuori la pasta per la pizza, la salsa di pomodoro, i peperoni, la mozzarella, le olive, l’olio di oliva, la pasta di acciughe e il pesto. Dopo che ogni astronauta preparò le proprie pizze individuali, i sei astronauti le lanciarono e le fecero roteare orgogliosi prima di riscaldarle e mangiarle. Il comandante Randy Bresnik definì le pizze “dei dischi volanti di tipo commestibile”.

Per mangiare, si usano in prevalenza le forbici per aprire le buste e il cucchiaio lungo per poter recuperare il cibo fino in fondo alle buste. Comunque, ogni astronauta ha un set di forbice, cucchiaio e forchetta vola sempre insieme agli astronauti, anche a bordo della Crew Dragon, della Soyuz che permettono di trasportare gli astronauti fino alla ISS. Uno dei consigli che gli astronauti ricevono appena entrano a bordo della ISS è “attenti a non perdere il vostro cucchiaio!”.

Bibliografia:
Avamposto42 

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Informazioni su Sabrina Masiero

Direttore Responsabile della Didattica e Divulgazione presso la Fondazione GAL Hassin-Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche, Isnello, (Palermo) e associata INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo. Ho lavorato presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e la Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie nell'ambito dei pianeti extrasolari.

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