Scusi, è occupato?

di Sabrina Masiero 

Il nuovo WC spaziale è arrivato l’1 ottobre 2020 sulla Stazione Spaziale Internazionale con la capsula di rifornimento Cygnus e gli astronauti lo devono testare in questi mesi

La toilette della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) non è in realtà unica, ce ne sono più di una posizionate nei vari nodi della ISS. Le toilette attualmente in dotazione ricordano da vicino quella terrestre, se si trascurano i due pannelli di spie e interruttori che nascondono un groviglio di condotti, pompe, ventilatori, serbatoi e filtri nascosti. La toilette ha una porta a soffietto e sulle due pareti sono fissate buste di salviette umidificate e asciutte, un pacco di guanti di latex e una busta della spazzatura in cui raccogliere il materiale igienico usato. Al posto della tazza c’è un contenitore metallico dalla forma di cilindro tozzo: è destinato a raccogliere i rifiuti solidi e sopra di esso è montato un piccolo sedile bianco, con il coperchio sempre ben chiuso, se non quando è in uso.

Nel nodo 3 della ISS vi è un bagno che può essere utilizzato sia da uomini che da donne astronaute. Crediti: Getty Images/NASA

Sulla parete, c’è un tubo flessibile, alla cui estremità è sistemato un ricettacolo o imbuto giallo di forma conica per la pipì. Alcune toilette hanno dei ricettacoli o imbuti con una forma più adatta all’anatomia femminile e con dei fori laterali, cosicché possono essere appoggiati contro il corpo senza bloccare il flusso d’aria. Sembra che le astronaute non considerino questa una soluzione valida, comunque anche per le astronaute è possibile utilizzare il ricettacolo usato nei bagni maschili. Attualmente, gli astronauti per urinare a bordo della ISS usano questo ricettacolo attaccato a un tubo, con una ventola all’interno che aspira l’urina. Per la defecazione invece ci si siede su un contenitore che utilizza la stessa ventola che trascina le feci.

Per rilassarsi, c’è qualche consiglio che fra astronauti ci si scambia, soprattutto sono molto seguiti i suggerimenti dei veterani: nella stanza del bagno ci sono degli appigli per i piedi, per poter mantenere la posizione, ma secondo alcuni, sembra che spingersi con la mano contro il soffitto sia il metodo più semplice.

Nuovo bagno per nuove missioni spaziali

I processi biologici umani più elementari diventano molto impegnativi nello spazio, anche a causa della microgravità.

Il nuovo wc spaziale, Universal Waste Management System (UWMS). Crediti: NASA

Il nuovo WC spaziale denominato Universal Waste Management System (UWMS) è stato progettato in 6 anni con un costo non indifferente di 23 milioni di dollari. È circa il 65 per cento più piccolo e il 40 per cento più leggero rispetto alle toilette attuali, in titanio e alto 71 centimetri. Per gli esperti della NASA presenta uno smaltimento dei rifiuti più efficiente, venendo paragonato ai servizi igienici compatti utilizzati sui camper.

In orbita viene testato in questi mesi ed è installato a bordo della capsula Orion dagli astronauti prima di essere utilizzato per le future missioni sulla Luna e su Marte. Orion, infatti, porterà gli astronauti della NASA sulla Luna durante le missioni Artemis.

Il nuovo design del bagno prevede un imbuto per l’urina e un sedile disposti in maniera differente rispetto al bagno attuale per facilitarne l’uso per le donne presenti tra l’equipaggio. Se prima per le donne era complicato urinare e defecare contemporaneamente a causa del posizionamento dell’imbuto e del sedile, ora sono stati riposizionati per migliorarne l’esperienza.

La maggior parte dell’acqua utilizzata a bordo dell’ISS, precisamente il 93 per cento, è sempre la stessa, ottenuta tramite il sistema di riciclo presente a bordo. La Stazione è equipaggiata di due importanti sistemi che permettono di trasformare non solo le urine, ma anche il sudore, il vapore acqueo del respiro e l’acqua utilizzata per lavarsi, in acqua purificata e riutilizzabile. I due impianti principali sono l’Urine Processing Assembly e il Water Recovery System che, lavorando in simbiosi, permettono di avere acqua potabile. Nonostante ciò, dell’acqua fresca in taniche di 400 litri viene lanciata tramite i veicoli cargo in modo costante.

Oltre alla sana alimentazione e all’attività motoria, tutte le necessità fisiologiche devono essere prese in considerazione per migliorare la vita sulla ISS e sulla futura base lunare e marziana.

 

 

 

Aggiungi ai preferiti : permalink.

Informazioni su Sabrina Masiero

Direttore Responsabile della Didattica e Divulgazione presso la Fondazione GAL Hassin-Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche, Isnello, (Palermo) e associata INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo. Ho lavorato presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e la Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie nell'ambito dei pianeti extrasolari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.